"Una volta ancora" con Cristina: il toccante addio alla 25enne civitanovese

3' di lettura 19/02/2020 - «Amore mio sembra un deserto la città senza di te». Le parole di Fred De Palma, quel reggaeton che tanto amava, hanno strappato sorrisi di malinconia e lacrime di dense di ricordi a chiusura del funerale di Cristina Cesari.

Civitanova si è fermata per qualche ora per tributare l’ultimo saluto alla venticinquenne che ha perso la vita la settimana scorsa in un tragico incidente sulle piste da sci di Madonna di Campiglio. È stata la musica che accompagnava la vita di Cristina a sussurrare nel vento l’ultimo addio mentre la bara, accompagnata dai genitori e dal fratello e sulla quale si getta travolta dal dolore la nonna, scorre fuori dalla chiesa di Santa Maria Ausiliatrice. Prima le note struggenti di “Angels” di Robbie Williams, poi quelle lievi de “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli, “Come mai” degli 883 e “Gocce di memoria” di Giorgia per arrivare fino alle note frizzanti di Fred De Palma, che ricordano i giorni felici di Cristina e il suo sorriso solare che è rimasto impresso nei cuori di tutti coloro che l’hanno incontrata.

«Cara Cri, qualche mese fa ricordo quel giorno in cui eri giù di morale e ti dissi: io quando sto così vado al mare. Fallo anche tu, respira e calmati – ha ricordato l’amica Francesca chiudendo la messa – dopo un’ora mi hai mandato una foto con la quale mi dicevi che stavi meglio. Domenica ho fatto come te e queste parole nascono da lì. Alcune cose attraversano le barriere del corpo e della mente per arrivare dritte al cuore. Si chiamano valori umani, sono eterni e resistono oltre la vita e la morte. Sono l’amore per la tua famiglia, la nostra amicizia, la bellezza interiore che emanavi dal tuo splendido viso di porcellana, la tua gioia di vivere. E soprattutto il bene che noi ti vogliamo. Cadendo quel giorno ti sei piantata come un seme che riluce dentro di noi. Sei in ogni nota di hip hop o reggaeton, sei in ogni profumo, in ogni crema spalmata, in ogni rossetto, in ogni raggio di luce che ci riscalderà. Sei quel cucchiaio di dolce che mangeremo insieme, sei nelle canzoni cantate a squarciagola, sei nei dettagli più preziosi e femminili di ogni persona che ti ha incontrato. Sei buona, sei allegra, sei spensierata. Sei la rosa bianca che ognuno di noi farà crescere e sbocciare ogni primavera»

E proprio quelle rose bianche Francesca le ha volute donare anche al sindaco Fabrizio Ciarapica, presente alla cerimonia per testimoniare la vicinanza di tutta la comunità alla famiglia Cesari: il primo cittadino si è preso l’impegno di piantarle in piazza XX Settembre. Affinché quel fiore spezzato troppo presto continui invece a splendere ancora.








Questo è un articolo pubblicato il 19-02-2020 alle 12:31 sul giornale del 20 febbraio 2020 - 6055 letture

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