Mensa, il Comune decurta 26 mila euro alla All Food per mancate migliorie, esultano genitori e opposizione

mensa 3' di lettura 19/02/2020 - Opposizione e comitato dei genitori lo dicevano da tempo. Alla fine anche il Comune ha preso atto del fatto che la All Food, l’azienda che gestisce il servizio di refezione scolastica, non abbia approntato le migliorie promesse decurtando il compenso di oltre 26 mila euro.

Esulta “Insieme cambiamo la mensa”, il gruppo di genitori che da tempo si batte per approntare migliorie al servizio offerto nelle scuole cittadine, che auspica si utilizzino i fondi risparmiati per diverse iniziative. «Tali somme non potrebbero essere utilizzate per abbassare ulteriormente il costo giornaliero del pasto a seconda delle fasce Isee per venire incontro alle esigenze delle famiglie civitanovesi? – si chiede il comitato – oppure potrebbero essere investite nel servizio di refezione per migliorare i diversi aspetti qualitativi sui quali ancora non troviamo adeguate risposte, come ad esempio: la possibilità di pagare online il pasto giornaliero, oppure dotarsi di un software per il monitoraggio del servizio attraverso analisi quantitative e qualitative sul gradimento dei pasti. O, perché no, girare tali somme alle scuole che ne facciano espressa richiesta, per permetterle di attivare il “Pasto da casa”, con personale adeguato in grado di monitorare e supportare i bambini delle famiglie che nei mesi scorsi hanno fatto esplicita richiesta».

Un plauso arriva dal consigliere comunale di Civitanova Cambia Pier Paolo Rossi, che si accoda alle notazioni dei genitori ma bacchetta il Comune sulla scarsa trasparenza. «Finalmente l’amministrazione ha iniziato una fase di controllo di un servizio comunale su cui per due anni ha dormito ma sul quale invece vegliavano i genitori ed un consigliere comunale rompiscatole – tuona Rossi – quello che non fa piacere constatare invece è come proprio l’amministrazione comunale, il sindaco e l’assessora, con manifestazioni pubbliche come quella del 30 ottobre scorso, in cui esprimevano ampia soddisfazione per l’attività e la collaborazione della ditta, non riescano ad essere trasparenti nei confronti dei loro concittadini. Già in quella stessa occasione facevo notare come all’assenza di controlli da parte dell’ente è sempre corrisposta da parte della stessa amministrazione una pedante tutela dell’operato della ditta appaltatrice ed una scarsa comunicazione con il Comitato Tecnico Mensa. Non credo sia un caso infatti che, proprio in concomitanza di queste due nuove “sanzioni” comminate alla All Food, sia stato convocato per il 5 marzo, dopo mesi di inattività, il Comitato Tecnico Mensa. Spero che in occasione dell’incontro vengano forniti degli aggiornamenti sui servizi attivati sino ad oggi dalla ditta, in particolar modo la convenzione obbligatoria con un ente o associazione no profit cittadina per la ridistribuzione del cibo non somministrato nei refettori scolastici, e venga illustrato ai rappresentanti dei genitori e degli istituti scolastici sotto quale forma saranno reinvestiti i 27.000 euro ristornati dalla All Food. Mi auguro soprattutto riescano a spiegarci chiaramente quali sono gli accordi presi con la All Food durante la riunione del 17 settembre, citata in ogni determina riguardante i famosi “ristorni”, perché la fase di controllo senza una rendicontazione trasparente dell’attività amministrativa è affatto credibile e legittima i dubbi e la sfiducia dei cittadini».






Questo è un articolo pubblicato il 19-02-2020 alle 12:56 sul giornale del 20 febbraio 2020 - 1100 letture

In questo articolo si parla di attualità, vivere civitanova, articolo, marco pagliariccio

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bgs6





logoEV