Massimiliano Martini e le polemiche sugli animali del circo: "Rispettiamo la legge, li trattiamo come figli"

3' di lettura 14/02/2020 - Il circo Orfei staziona da qualche giorno nel piazzale dello stadio comunale e vi resterà fino al 23 febbraio. Fervono i preparativi perché da sabato 15 e per tutta la settimana si va in scena: due spettacoli al giorno per allietare grandi e piccini con spettacoli e animali esotici.

Già, gli animali esotici. Il loro trattamento è finito nell’occhio del ciclone nei giorni scorsi dopo che sui social sono iniziate a rimbalzare le foto di un elefante a passeggio nel piazzale, non lontano dalle auto. C’è chi ha puntato il dito per presunti maltrattamenti, chi ha invocato l’intervento del Comune, ne è venuto fuori persino un emendamento da inserire nel regolamento di polizia urbana. “Un polverone alzato da gente che non ha idea di quello che dice”, respinge con forza al mittente le critiche Massimiliano Martini, che degli animali del celeberrimo circo è il personal trainer. Li chiama uno a uno per nome mentre ci accompagna tra gabbie e tendoni per farci vedere con quanta cura e quanto amore tratta i suoi amici a due o quattro zampe.

L’elefante finito nell’occhio del ciclone al nostro arrivo è a riposare sotto un alto tendone. Ma basta un richiamo dal padrone ed eccolo fare capolino senza alcun timore. “Un animale maltrattato si avvicinerebbe così? Vedi segni di catene o di frustate? – sottolinea Massimiliano mentre accarezza la fronte dell’animale – lui è nato qui 46 anni fa, sua madre era già con noi. Per quasi tutti i nostri animali è così: nascono e crescono in cattività, curati e seguiti giorno per giorno dal nostro staff. Se ci obbligassero a rilasciarli nella savana morirebbero dopo mezz’ora: non saprebbero come cavarsela. Abbiamo un veterinario stabilmente con noi per tutte le cure del caso, diamo loro da mangiare ma soprattutto li amiamo come una qualsiasi famiglia ama il proprio cane o gatto. Sono come persone per noi. Senza contare il valore economico: se maltrattassimo gli animali faremmo un danno in primis alla nostra stessa attività”.

Alle zebre ha dato i nomi di giocatori della Juve: Del Piero, Zidane, Trezeguet, mentre i cavalli e la giraffa, visto il calo delle temperature odierno, sono stati coperti con dei cappottini. “In ogni città nella quale arriviamo dobbiamo sottoporci ai controllo dell’Asur competente – assicura Martini – c’è una rigida legge sugli animali che rispettiamo pedissequamente. È successo diverse volte che i Comuni provassero ad imporre restrizioni ulteriori e ne siamo usciti sempre vincitori, l’ultima volta contro il Comune di Ancona. C’è una legge nazionale, la rispettiamo, diamo agli animali una vita serena e condizioni igieniche perfette: questo è a tutti gli effetti uno zoo itinerante. Stamattina sono venute delle scolaresche e ci fa molto piacere aprirci a queste iniziative, farci conoscere e far vedere il nostro amore per gli animali”.

Tigri e leoni stanno pranzando nelle loro gabbie e se ci si avvicina troppo il ruggito suggerisce immediatamente cosa fare. “Se gli animalisti vogliono venire a vedere come trattiamo queste bestie vengano pure, saremo felici di mostrargli tutto questo – continua Martini mentre si gira tra le dita il ciondolo con una giraffa che porta al collo – purtroppo, come in ogni campo, ci sono associazioni che operano bene e altre che lo fanno in maniera meno seria, parlando senza conoscere. I nostri 50-60 animali sono parte integrante della grande famiglia Orfei, che si vanno a sommare al centinaio di persone che lavora per dare un bello spettacolo al le famiglie. Non è più come un tempo, non facciamo saltare le tigri dentro cerchi di fuoco. Per gli animali sono poco più che passarelle. Regaliamo dei sogni, soprattutto ai bambini”.








Questo è un articolo pubblicato il 14-02-2020 alle 14:33 sul giornale del 15 febbraio 2020 - 1375 letture

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