Recanati: Finanziamento moderno, innovazione e internazionalizzazione. Temi caldi del Corporate Economic Forum ESG89

4' di lettura 08/04/2019 - “Gli Appennini non sono più un ostacolo, da trent’anni analizziamo i bilanci delle aziende ed abbiamo capito che la collaborazione tra stakeholder economici, accademici ed istituzionali genera relazioni in grado di sviluppare sinergie essenziali per una crescita condivisa”.

Giovanni Giorgetti, presidente di ESG89 Group ha così presentato il Corporate Economic Forum tenutosi giovedi 4 Aprile presso la sede della Onlus Missioni Estere dei Frati Minori Cappuccini a Recanati.

In una sala gremita di imprenditori, professionisti, docenti universitari e istituzioni di Umbria e Marche il Presidente della BCC di Recanati Sandro Bertini dopo i saluti di rito ha subito posto l’accento sugli asset vincenti italiani.

”Anche negli anni problematici l’Italia ha retto, i mercati internazionali resistono e continuano ad importare i nostri prodotti. Le piccole e medie imprese, il turismo ed il comparto agroalimentare sono i nostri asset vincenti”.

Un elemento fondamentale per avviare un’impresa è il capitale, rivolgersi agli istituti di credito è sempre meno efficace così le imprese stentano sempre più ad ottenere finanziamenti.

L’alternativa è il ricorso a venture capital, business angels e veri incubatori. Proprio alle forme di finanziamento alternative per piccole e medie imprese e start up ha dedicato il suo intervento Gerardo Pizzirusso, avvocato e vicepresidente della BCC di Recanati. In questo ultimo decennio il credit crunch per le piccole e medie imprese ha caratterizzato negativamente lo sviluppo, ma allo stesso tempo si sono sviluppati modelli di finanza alternativi che potrebbero risolvere in parte questo problema.

“In Umbria e Marche la vera forza possono essere le start up - ha sottolineato l’avvocato Pizzirusso - e accogliere queste forme alternative non può che generare ricchezza”.

Molto interessante la relazione di Giuseppe Rivetti, professore di diritto tributario all’Università di Macerata che ha illustrato la delicata situazione italiana in materia di tassazione. L’Italia è 90ma su 112 Paesi per attrattività fiscale; il cuneo fiscale e l’incidenza degli oneri contributivi e assistenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore raggiungono il 47,7% del costo del lavoro, collocandosi ai primi posti tra i paesi Ocse con l’incidenza più elevata”.

Le disarmonie fiscali nell’Ue penalizzano l’Italia - ribadisce il professor Rivetti - senza armonizzazione non si fanno passi avanti, l’impresa non fa economia solo con la tassazione ma bisognerebbe rivedere anche il costo del lavoro”.

Nel contesto attuale l’apertura internazionale, come hanno anche sostenuto diversi imprenditori presenti, è la chiave di volta, il volano della crescita economica, in particolare dell’Italia, economia manifatturiera con un prezioso patrimonio di piccole e medie imprese in grado di offrire prodotti di eccellenza sia per qualità che per contenuto. Ma il processo di internazionalizzazione come illustrato da Riccardo Strano, esperto di relazioni internazionali, Direttore ENIT Nord e Sud America, Cina, Giappone, Oceania ed Europa, necessita di una politica dedicata.

“In Italia non c’è una visione strategica – ha denunciato Strano - lo Stato e le regioni dovrebbero accompagnare meglio gli imprenditori a livello internazionale, offrire strumenti adeguati non ostacolarli con troppa burocrazia. Commentando inoltre il recente Memorandum Italia-Cina, Riccardo Strano si è detto abbastanza critico, senza togliere alcuni aspetti positivi dello stesso. Solo il tempo – ha terminato - potrà offrire migliori opportunità di giudizio."

Enrico Loccioni, patron di Loccioni Group ha messo in rilievo come essere presente sui mercati internazionali per un imprenditore offra la possibilità di crescita, ma la carenza di competenze talvolta rappresenta un ostacolo, l’aggregazione e l’unione potrebbero aprire la strada a scenari molto più ampi.

Concetto quest’ultimo che ha trovato il plauso anche di Manuela Guzzini, managing director della Acrilux che grazie alla sua esperienza ha offerto uno spunto stimolante.

”Manca la cultura d’impresa, le competenze e le conoscenze su come si fa impresa e su come si struttura un’impresa, le idee ci sono ma troppo spesso rimangono nelle aule universitarie. In Italia probabilmente manca questa cultura che potrebbe favorire l’innovazione, l’incremento delle competenze e delle conoscenze, forse per l’incapacità della classe politica di favorire le riforme, per la paura del cambiamento, per l’immobilismo e per l’insufficienza delle infrastrutture. Superare gli obiettivi di profitto per favorire scenari positivi sul capitale umano e sociale interno ed esterno all’impresa e sostenere in ogni modo la formazione, potrà rappresentare lo strumento idoneo per procedere verso l’innovazione senza timore”.

“C’è bisogno di apertura e di curiosità - ha commentato al termine del Forum il direttore Rai Marche Giovanni Iannelli – E’ interessante partecipare ad eventi come questo organizzato da ESG89 Group dove emergono similitudini e diversità tra due regioni così vicine: linfa vitale per un auspicabile sviluppo economico sinergico”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-04-2019 alle 12:17 sul giornale del 09 aprile 2019 - 213 letture

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