Consiglio comunale aperto sulla Shoah

4' di lettura 28/01/2017 - Cancellare, nel presente, la memoria storica equivale ad aprire quella strada dell'indifferenza che portò via via agli stermini di massa, al genocidio e all'olocausto. Il monito a non dimenticare è stato ribadito venerdi, “Giorno della Memoria”, nel corso del Consiglio comunale aperto che si è svolto presso l'Auditorium dell'Istituto di Istruzione Superiore “Leonardo da Vinci” alla presenza di una folta rappresentanza di alunni delle scuole cittadine.

Il presidente del Consiglio comunale Daniele Maria Angelini ha aperto la seduta, portando i saluti del sindaco Tommaso Claudio Corvatta impegnato a Macerata a presenziare alla cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore ai cittadini italiani militari e civili e ai familiari dei deceduti che sono stati deportati o internati nei lager nazisti. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha insignito della Medaglia d’Onore Giuseppe Sopranzi, venuto a mancare nel mese di gennaio 2015. Sopranzi, nato a Civitanova Marche nel settembre del 1922, fu catturato dai tedeschi il 9 settembre del 1943, nei Balcani, e deportato in Germania. Fu liberato l’8 maggio del 1945 e rimpatriato il 9 settembre del 1945.

Le riflessioni dei ragazzi si sono incentrate quest'anno sul Negazionismo, rispondendo al quesito ministeriale che chiedeva di indagare su questo movimento e contrastarlo.

A questo proposito il presidente Angelini, presenti anche il vice Claudio Morresi e molti consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, gli assessori, il dirigente Giacomo Saracco, esponenti dell'Anpi e dell'associazione Cavalleria, e le massime autorità delle Forze dell'Ordine, ha sottolineato come l'aridità ottusa del Negazionismo, l’ignoranza sottesa alle nuove forme di razzismo possono fiorire unicamente sotto la coltre dell’indifferenza, in quello stesso silenzio che ammantava di calma i campi di concentramento e il fumo delle loro ciminiere.

“Onorare il Giorno della Memoria – ha detto Angelini – significa non accettare più quel silenzio, non solo coltivando il ricordo o facendo sì che le nuove generazioni conoscano la Storia per trarne insegnamenti profondi per la vita, ma anche abituandoci a posare uno sguardo più attento e sensibile sulla realtà che ci circonda, sia essa la solitudine, il disagio, l’indigenza di conoscenti o estranei a noi vicini, sia invece il dramma di comunità e Paesi che non sono nostri. Perché è soprattutto questo che dobbiamo imparare dal passato: al di là di ogni specifica differenza – culturale, religiosa, di provenienza geografica – valori quali la pace, la tolleranza e la convivenza civile sono, e non può essere altrimenti, universali.

Le celebrazioni devono stimolare voi giovani a partecipare democraticamente alla vita delle istituzioni: votare alle elezioni, interessarsi all’attualità del mondo che vi circonda devono essere visti come un dovere civico. Pensiamo a quanto sangue è stato sparso in Europa perché si arrivasse all'Unione Europea, allo spirito di convivenza e di condivisione dei valori civili di tolleranza, solidarietà, libertà, inclusione che la caratterizza.

Andare a scuola non significa solo accumulare nozioni e cercare una realizzazione nel mondo del lavoro. Significa per voi ragazzi formare la vostra personalità, diventare adulti, cittadini italiani ed europei capaci di testimoniare ogni giorno i valori civili e i principi di solidarietà e tolleranza. Le istituzioni democratiche esistono ed esisteranno solo perché ci sarete voi a farle vivere con la vostra partecipazione, con il vostro impegno. L’Italia, oggi più che mai, ha bisogno di un’ etica pubblica condivisa, di indignazione rispetto alla violenza, di educazione alla legalità”.

Dopo Angelini hanno preso la parola il dirigente scolastico Pierluigi Ansovini, gli alunni della scuola secondaria “Ungaretti” (I campi di internamento nel maceratese) e il prof. Paolo Giovannini, docente dell'Università di Camerino (Lo sterminio degli ebrei. Un genocidio) e gli studenti dei Licei, coordinati dalla professoressa Rita Baldoni, su: “Il sistema concentrazionale e il campo di Theresienstadt”.

Il preside Ansovini, dopo aver ringraziato l'Amministrazione comunale per aver organizzato il Consiglio comunale nella scuola, ha messo in luce il compito degli insegnanti custodi sia dei valori culturali che morali ed etici e la figura dell'ebreo nella storia, quale archetipo creato dal pensiero unico come catalizzatore di tutti i mali.

Il video “Il führer dona una città agli ebrei” realizzato dai ragazzi del Liceo è scaricabile dal link: http://www.iisdavinci.gov.it/








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-01-2017 alle 10:35 sul giornale del 30 gennaio 2017 - 440 letture

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