Potenza Picena: M5S su Centromarche Acque, ''Acquaroli e il PD si piegano ad Astea''

Movimento 5 Stelle 4' di lettura 22/01/2017 - Nell’ultimo Consiglio comunale la maggioranza di centrodestra di Acquaroli ha approvato, con il voto favorevole del PD, il passaggio delle azione possedute dal nostro Comune in Astea spa a Centromarche acque srl e i “Patti parasociali” necessari per la governance delle due società.

Tale operazione, che nasce dall’ottemperanza a direttive europee fatte proprie dalla legge di stabilità del 2014, è meramente finanziaria e in definitiva ha lo scopo di mantenere la gestione del Sistema idrico integrato (acqua, sistema fognario e depuratore) in capo ad Astea spa. Il voto del M5S è stato contrario. Nei fatti, a nostro giudizio, chi trae vantaggio da questa operazione sono solo i Comuni di Osimo e Recanati, nonché il socio privato in Astea, che detengono il pacchetto di maggioranza in capo ad Astea spa, società partecipata dai Comuni suddetti, nessun vantaggio invece per i Cittadini di Potenza Picena.

Il Comune di Potenza Picena, da questa operazione finanziaria, che è stata, sia detto per inciso, sonoramente bocciata sia dai Revisori contabili sia dallo stesso Ufficio di Ragioneria del Comune, non ha nulla da guadagnare, anzi tutta l’operazione, voluta da Acquaroli e passata con il voto favorevole del PD, sancisce la subalternità di Potenza Picena ai Comuni di Osimo e di Recanati, che in virtù delle azioni possedute in Astea spa incassano annualmente lauti dividendi, facendo il bello e il cattivo tempo, vedi la vendita di Astea energia senza nessun passaggio nei Consigli comunali, mentre il nostro Comune rimane la Cenerentola, con opere fognarie promesse da anni, già finanziate ma mai iniziate.

Lo stesso Acquaroli si è giustificato affermando che anche gli altri Comuni soci in Astea hanno votato a favore e che il suo consulente avvocato Luchetti ha dato un parere non contrario. Questo è ciò che passa il Convento! La responsabilità politica di tale subalternità risale alle Amministrazioni di Centrosinistra che devono spiegare come mai non abbiano conferito in Astea le reti idriche, condannando il Comune alla assoluta irrilevanza in Astea, tale conferimento era possibile 10 anni or sono mentre oggi non ha più nessun valore.

Come tutti sanno il costo dell’acqua a Potenza Picena è notevolmente aumentato negli ultimi 10 anni, la qualità dell’acqua che beviamo non è delle migliori, generosa è la presenza di Nitrati, il sistema fognario è da terzo mondo: a fronte di 62 Km di rete fognaria, solo 14 Km sono divisi fra acque bianche (8 Km) e acque nere (6 Km), lungo la Regina non esiste praticamente il sistema fognario per cui le acque scaricano nei fossi, così come in altre zone della Città, leggi Montecanepino, per non parlare dello scarico di acque fognarie nere nel torrente Asola e poi a mare nella zona sud di Porto Potenza.

Acquaroli ha voluto sbandierare le promesse avute in sede di trattativa con i Comuni di Osimo e Recanati, come un grosso successo, ma purtroppo per il Sindaco, che ha atteso mesi e mesi per approvare tale operazione, il piano di investimenti promesso da Astea risulta essere solo una promessa di intenti dove i 5 Comuni soci di minoranza, fra cui il nostro, si divideranno il 40% del totale degli investimenti previsti da Astea , briciole caro Acquaroli! E senza nessuna voce in capitolo se non quella di andarsene! Noi pensiamo che il Comune di Potenza Picena non avesse alcun motivo per restare ulteriormente in Astea, e che andasse ricercato un altro gestore idrico più attento alle esigenze della nostra Città.

Tale scelta politica, avrebbe avuto il senso del riscatto per la Città, una occasione di sviluppo concreto e di miglioramento ambientale, e alla fine anche un considerevole peso politico nella ventilata guerra che pare configurarsi nell’ATO 3 per il controllo della gestione del ciclo delle acque fra alcuni operatori della provincia. Come M5S abbiamo una visione politica diversa dalla Destra e dal PD, per cui la gestione del ciclo delle acque deve essere tolta agli interessi dei partiti politici per tornare in mano ai Cittadini, attraverso percorsi trasparenti ed obbiettivi condivisi di difesa del territorio, contenimento dei costi, l’accesso gratuito per i Cittadini ai primi 50 litri di acqua potabile per uso domestico. L'acqua potabile non può essere considerata una merce assoggettabile a logiche di libero mercato, come una qualsiasi altra merce, e pertanto deve essere necessariamente gestita fuori dalle regole di profitto.


da Movimento 5 Stelle Potenza Picena
www.potenzapicena5stelle.it





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-01-2017 alle 19:12 sul giornale del 23 gennaio 2017 - 461 letture

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