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Rifondazione: “Che ne sai della nostra ferrovia, che ne sai”…ma non è la canzone di Battisti!

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Stazione di Civitanova Marche, Vivere la Storia

Il trasporto pubblico è, anzi dovrebbe essere, un bene comune. Pochi giorni fa nella galleria di Varano, nella tratta Ancona - Civitanova Marche, si è sfiorata la tragedia, ieri, a testimonianza di un’ organizzazione del lavoro gravosissima, un macchinista della Cargo (la società del trasporto merci di Trenitalia che in questi mesi ha messo fuori circa un migliaio di lavoratori per trasformarsi in una Srl dagli incerti destini) è svenuto per stress da lavoro.

Temiamo che tutto si chiuda con un po’ di clamore, i soliti commenti sulla fatalità e la fortuna, il giusto (ma stucchevole) riconoscimento all’impegno dei ferrovieri in servizio. In verità quell’incidente, e questo infortunio rivelano tutte le difficoltà, i limiti , i rischi del nostro sistema ferroviario, che dietro le scintillanti “frecce”, nel trasporto pubblico locale (pendolari) e delle merci rivela limiti gravi e ritardi. Un materiale vecchissimo (automotrici di oltre 60 anni fa) che viaggia perché i nuovi materiali (acquistati anche con il contributo regionale) hanno tempi di manutenzione lunghi (visti i feroci tagli al personale che le FS fanno da anni); un equipaggio ridotto (che almeno con i materiali di vecchio tipo dovrebbe prevedere il doppio macchinista); un servizio sempre approssimativo che non tiene conto delle esigenze delle utenze.

Dietro a tutto ciò, per quanto riguarda le Marche c’è una regione sciatta, disinteressata, che non controlla il rispetto del contratto di servizio, che accetta orari e proposte senza interloquire in maniera costante con le esigenze dei territori e con i pendolari che ogni giorno “subiscono” queste difficoltà. Una regione che ha accettato il piano industriale FS con i conseguenti tagli alle infrastrutture (vedi la chiusura di Ancona Marittima), lo smantellamento di tante stazioni, la riduzione dei servizi universali (saranno meno gli Intercity), la chiusura di tutte le infrastrutture logistiche per il trasporto merci (Fabriano, Civitanova, Monsampolo e prossimamente Falconara), l’isolamento notturno nell’intera regione. Per non dire delle tariffe del trasporto regionale , prive di fasce che garantiscano i meno abbienti, gli studenti e i pensionati, o del sistema “securitario” di multe, nelle Marche con le sanzioni più alte d’Italia. Stupisce perciò il silenzio di molti, non solo sulle vicende specifiche (salvo l’Orsa, dai sindacati confederali solo imbarazzi), ma più in generale sullo stato dell’arte. (in Consiglio regionale nemmeno se ne sono accorti).

Occorre una vera grande mobilitazione in tutta la regione che coinvolga i pendolari, i sindaci che lamentano servizi sempre meno frequenti, i ferrovieri che vedono smantellati i loro diritti frutto di lotte secolari e più in generale tutti i lavoratori del settore, per lo più “prigionieri” di cooperative dal dubbio profilo, che spesso “dimenticano” di onorare i salari, sempre costringono a condizioni di lavoro faticose ed umilianti.



Stazione di Civitanova Marche, Vivere la Storia

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-12-2016 alle 17:01 sul giornale del 17 dicembre 2016 - 1158 letture