Al cinema 'Homeward Bound. Sulla strada di casa' dei maceratesi Cingolani e Gaetani, film girato all'Hotel House

2' di lettura 17/10/2016 - Martedì 18 e mercoledì 19 ottobre alle ore 21 al multiplex Giometti di Tolentino avverrà la proiezione del film di Marcelo Torcida, ‘Il missionario: la preghiera come unica arma’, vincitore di numerosi premi internazionali e selezionato per i premi Oscar.

La storia è lineare ma interessante: partendo dal conflitto generazionale padre-figlio, il film evidenzia l’importanza dell’unione familiare come nucleo portante per la crescita della società. Juan, ragazzo appartenente a una ricca famiglia, non vive come vorrebbe. Ciò impazientisce il padre Ricardo, che non sopporta di vederlo perder tempo senza far nulla con i suoi amici. Stanco dei rimproveri del genitore, Juan desidererebbe andare via di casa ma non ha i soldi per farlo. Emilio, uno dei componenti della sua band di musicisti, lo mette allora in contatto con un gruppo di trafficanti di droga ma le cose non vanno come dovrebbero e Juan finisce vittima di un duro pestaggio.

Gravemente ferito, finisce in un ruscello che lo trascina fino in città, dove tra l’immondizia viene rinvenuto da un manipolo di bambini poveri. Jose, il loro capo, decide immediatamente di portarlo al dispensario della parrocchia di padre Mario per le cure necessarie. Il sacerdote scoprirà come Juan sia il figlio di un suo vecchio compagno di scuola e farà di tutto per riavvicinarlo al padre. Il film ha un linguaggio diretto ai giovani, mettendoli in guardia dai messaggi menzogneri del facile ‘divertimento’ e della ‘libertà senza regole’. Ad inizio della storia il film riporta la frase di san Giovanni Paolo II pronunciata nel 1978 all’AC: “L’errore il male devono essere sempre condannati e combattuti; ma l’uomo che cade o che sbaglia deve essere compreso e amato”.

Sempre martedì 18 ottobre alle ore 21.00 alla presenza dei registi maceratesi sarà proiettato il film ‘Homeward Bound. Sulla strada di casa’, girato all’Hotel House e nato grazie ad un progetto dell’antropologo e documentarista recanatese Giorgio Cingolani, e da Claudio Gaetani, docente dell’Università di Macerata, presentato con successo al festival di Linz, il più importante festival europei per documentari.

I registi hanno spiegato la nascita del progetto: “La chiave dell'intero progetto è la partecipazione come modalità attraverso la quale si possono raggiungere obiettivi importanti, rendersi consapevoli delle proprie risorse e capacità e attivare processi di cambiamento. Le storie raccontate nel film sono il frutto di una scrittura collettiva che ha visto coinvolti in prima persona i ragazzi stessi. Noi abbiamo dato veste cinematografica alle loro storie e racconti autobiografici e alla fine il film resta sospeso tra realtà documentaristica e finzione narrativa”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-10-2016 alle 14:55 sul giornale del 18 ottobre 2016 - 432 letture

In questo articolo si parla di attualità, simone baroncia

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