Gli Stadio a Porto Recanati: l'intervista a Gaetano Curreri

3' di lettura 18/08/2016 - Un legame forte, indissolubile, con le Marche che si rinnova domani sera quando gli Stadio suoneranno alle 21,30 all’arena Beniamino Gigli di Porto Recanati.

L’evento è organizzato dall’Elite Agency Group e Tyche Eventi con il patrocinio del comune di Porto Recanati e i biglietti sono disponibili nei punti vendita TicketOne e CiaoTickets a partire da 28,75.

Gli ultimi tagliandi saranno in vendita venerdi, a partire dalle 18, al botteghino dell’arena Gigli. L’unica band italiana che riesce a coniugare il “pop-rock” con la grande musica d’autore torna nelle Marche dopo che il tour teatrale degli Stadio era partito da Fabriano ed aveva toccato altre piazze regionali come Civitanova Marche. Gaetano Curreri, leader storico del gruppo, sottolinea innanzitutto questo aspetto.

- Curreri, nelle Marche siete ormai di casa?
“Siamo molto legati a questa terra. C’è un personaggio, Luca Paolorossi, che per noi è molto di più di un grande artigiano, è un amico che ci ha fatto apprezzare definitivamente una regione che amavamo già. Luca Paolorossi ci ha vestiti per Sanremo, è un ottimo artigiano simbolo delle Marche, ci segue e per noi è divenuto una sorta di portafortuna. Abbiamo un bellissimo rapporto con lui e con le Marche e la sua sartoria è un punto di riferimento per noi come alcune località marchigiane a cui siamo molto legati”.

- Perché il tour, come l’album, si intitola Miss Nostalgia? Sembra un messaggio non sempre positivo.
“La nostalgia è un sentimento di cui vado fiero. Sono nostalgico senza essere malinconico, guardo indietro per trovare la forza di andare avanti. La nostalgia non è una nota negativa è la forza propulsiva che ci fa andare avanti, è memoria creativa, nuove idee, origine di nuovi percorsi. Da “Chiedi chi erano i Beatles” in poi la nostalgia ha fatto parte del nostro scrivere canzoni e questo concetto è presente in tutto l’ultimo album, che è il quindicesimo prodotto dagli Stadio”.

- Quanto vi manca e quanto è vivo in voi Lucio Dalla?
“Gli Stadio sono nati da un’idea di Lucio, siamo stati fondati da lui. C’è sempre lui sul palco mentre cantiamo. Nel nostri concerti cantiamo sempre “La sera dei miracoli” con cui abbiamo vinto anche la serata dedicata alle cover. Quella canzone ci appartiene come “Noi come voi”: quando la eseguiamo inseriamo ancora il sax originale di Dalla, uno che mi ha insegnato tante cose, mi ha insegnato ad essere professionale e lo ha fatto con le buone e con le cattive. Perché i maestri non sono sempre accondiscendenti, sono giusti”.

- La vittoria del Festival di Sanremo come vi ha cambiati? Quanto quel successo ha cambiato gli Stadio?
“Neppure un po’. Certo abbiamo fatto molte più fotografie e molti più selfie; la gente ci ferma per strada, eravamo quelli che a Sanremo di solito arrivavamo tra gli ultimi ma non ci snaturiamo, siamo sempre noi. Cerchiamo sempre di promuovere la nostra idea di canzone d’autore: mettere insieme un testo intelligente con una musica accattivante. Questa è la ricetta della nostra musica. Domani eseguiremo i brani inediti tratti dall’album e riproporremo i nostri successi, ripercorrendo così più di trent’anni di carriera”.








Questa è un'intervista pubblicata il 18-08-2016 alle 22:54 sul giornale del 19 agosto 2016 - 669 letture

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