Uniti per Porto Recanati: 'Il Pd locale tra masochismo e sindrome di Stoccolma'

Uniti per Porto Recanati 3' di lettura 23/06/2016 - Chiunque militi in un movimento politico sa che le elezioni si possono vincere o meno, ma se si perdono i valori fondanti si perde la propria identità. E così accade che, a distanza di quindici giorni dalle elezioni, si svelino non solo gli altarini, ma cadano anche gli ideali dei “rottamatori” per eccellenza.

Da un’intervista rilasciata a un giornale locale si scopre che dall’ottobre 2013, la segretaria PD, quella delle maggioranze bulgare, ingoiava rospi e subiva.
Subiva “la debolezza del candidato sindaco” Montali, apparentemente imposto al partito e alla coalizione, ma in realtà, scopriamo oggi, accettato perché non c’era nessun altro “… disponibile tra i nostri”.
Eppure alternative ce n’erano: aprirsi alla società civile, ai giovani, al gruppo consiliare di opposizione in carica, alle amate primarie richieste da 12 “saggi”, oppure creare tavoli programmatici sui temi caldi del paese (Burchio, ditte insalubri, difesa della costa ecc…).

Subiva il progetto UPP, definito inconsistente, ma in realtà l’unico presente sul tavolo e verosimilmente antitetico ai piani segreti del Partito.
Ingoiava rospi perché i voti di Uniti per Porto Recanati facevano comodo per vincere, e vittoria fu.
“Abbiamo vinto” - prosegue Cicconi - “ma dopo pochi mesi siamo andati a casa”.
Ebbene la correggiamo, illustre Segretaria, dopo pochi mesi avete scelto di mandare a casa la Montali, ufficialmente perché troppo spigolosa o troppo poco deferente, ma in realtà perché il piano era cambiato.

La verità non l’avete spiegata in Consiglio Comunale e vi siete affidati al notaio e alla delazione.
La colpa, ancora una volta, era degli altri.
Il perché lo avete fatto lo sapete solo voi, ma di certo c’è che avete condotto l’operazione “mezzogiorno di fuoco” con un doppio profilo di ambiguità, complottando assieme alla Ubaldi e servendovi di quelle “piccole liste civiche” (Paese Vero di Canaletti e Alternativa Civica di Fiaschetti) che oggi disdegnate, attribuendo loro la colpa dei vostri insuccessi.
In realtà i numeri dicono che la classe dirigente PD ha consensi da prefisso telefonico.
Subiva persino il progetto Città Mia, che doveva coronare il sogno di una candidatura di un dirigente PD.
Insomma, un triennio da masochisti.

Sin qui gli altarini ed i giochi di potere, ma la cosa che stupisce è vedere rivelato il sogno nel cassetto dei “renziani”, un sogno che somiglia piuttosto ad un incubo.
La segreteria e i suoi strateghi volevano sposare l’UDC e continuare nel solco di una politica che per 15 anni ha visto il loro partito opporsi ad esso apertamente, prima con Giri, poi con Riccetti.
Sono rimasti folgorati da una vera e propria sindrome di Stoccolma, quella in cui la vittima dei maltrattamenti alla fine prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore, che può spingersi fino all'amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice.
A questo punto ci domandiamo se i rappresentanti in Consiglio della rinnegata “Città Mia” rottameranno la segretaria “mantide” o se, per far piacere al carnefice, sarà di nuovo lei a rottamare loro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-06-2016 alle 15:11 sul giornale del 24 giugno 2016 - 752 letture

In questo articolo si parla di politica, porto recanati, Uniti per Porto Recanati

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/aysx





logoEV
logoEV