Giacomo, mio figlio” echi e sussurri di casa Leopardi”, in prima nazionale a Recanati

6' di lettura 18/04/2016 - Nelle stanze della grande biblioteca di Casa Leopardi, si inseguono e si incrociano le esistenze di un padre e di un figlio, Monaldo e Giacomo. Al sicuro, in quel santuario odoroso di carta e di sapienza, si parlano da lontano, per i binari paralleli di due monologhi interiori che a tratti si incrociano e diventano dialogo, scambio, schermaglia.

Da conservatore convinto il conte Monaldo non vedeva nulla di male nel fatto che la vita di un nobile fosse dedicata alla cultura, alla speculazione e alla poesia. Così aveva con amore e dedizione raccolto volumi e costruito quella grande biblioteca in cui, in definitiva, non era stato capace di trovare nessuna risposta soddisfacente ad una sete e ad un vuoto del cuore che non voleva ammettere nemmeno con sé stesso. E si era rassegnato alla enumerazione delle leggi e dei precetti come unico appiglio di fronte al nulla.
Giacomo, cresciuto nella sterminata biblioteca paterna, si era ben presto abbandonato con voluttà all’abbraccio dei libri e della conoscenza. Ma lungo altri, quasi diametralmente opposti, sentieri.
“Mio Figlio Giacomo” è il racconto di due esistenze a diverso titolo speculative, innamorate della sapienza e della cultura, che dalla fonte dei libri hanno però tratto conclusioni diverse: la certezza della tradizione e la conservazione per Monaldo, il rinnovamento, il fascino del futuro ed infine il pessimismo per Giacomo.

Ma insieme, è il racconto di un padre e di un figlio che si sono amati e odiati a modo loro: l’uno, il padre, sentendosi in dovere di difendere il figlio da quella che riteneva una sbornia modernista, l’altro, il figlio, riconoscendogli il lascito di un patrimonio libresco e di sapienza dal quale paradossalmente aveva distillato posizioni e visione del mondo opposte a quelle paterne.
C’è un dolore, nello sguardo di Monaldo su suo figlio. Il dolore di non essere stato capace di proteggerlo dalle tempeste della vita – la malformazione e la malattia – e anche, soprattutto, dall’illusione che in quei libri si trovi una risposta – che dia pace al cuore – che lui stesso, Monaldo aveva cercato, senza trovarla.
C’è insieme la difficoltà di accettare appieno il genio del figlio, che è in fondo la sentenza del suo fallimento: incapace com’è, per molti versi, di trovare dentro quei libri quella stessa esaltante visione che sembra infiammare Giacomo.

Giacomo Leopardi e suo padre Monaldo diventano, in questo lavoro, il paradigma di una distanza generazionale che si è ripetuta nei secoli ed è eternamente attuale.
Monaldo guarda Giacomo e non può fare a meno di rivedersi in lui, di rivedere quel giovane che a sua volta era considerato dal padre troppo sognatore e poco affidabile, troppo proiettato ai sogni piuttosto che alla solidità delle regole e dei precetti su cui si fonda la visione del mondo di una austera nobiltà di campagna radicata ben prima del secolo che celebra l’eguaglianza e la ragione. Monaldo guarda Giacomo e non può fare a meno di pensare che lui quei sentieri li ha già percorsi, fallendo. E allora non è suo compito proteggerlo, tenerlo al riparo dalla cocente delusione quando un giorno scoprirà che le risposte che cerca nei libri non ci sono, né nei libri né altrove?

Forse però, al di sotto di tutto questo, nel cuore di Monaldo si nasconde un altro pensiero, ancora più inconfessabile. La necessità di fermare suo figlio, di arginare la sua ricerca, nel timore che la ricerca possa ottenere una risposta. Nel timore che possa smascherare l’anello che non tiene. Sarebbe quello, il segno del fallimento umano, sociale e culturale del vecchio padre: che suo figlio riuscisse dove lui ha fallito. E tutto questo sarebbe anche possibile, visto che è evidente il genio incontrollato e deviante di Giacomo, il suo essere disturbato, ma proprio per questo premiato da una sensibilità speciale, che gli permette di intuire le cose dove – Monaldo ne è certo – le cose non ci sono.
A sottolineare la modernità dei temi leopardiani, e la loro assoluta identità col comune sentire del nostro secolo, il viaggio sarà contrappuntato anche dalle parole e dai suoni dei maggiori cantautori italiani del periodo eroico.

Così la descrizione nichilista di Recanati è sostenuta da “Piccola città” di Francesco Guccini, il Canto Notturno di un pastore errante dell’Asia da “La Luna”di Angelo Branduardi, “L’infinito” da “Come è profondo il mare” di Lucio Dalla, solo per fare alcuni esempi. Perché si è tutti, e si è sempre, figli di qualcosa. Anche quando si volta lo sguardo in un’altra direzione, non rendendosi conto di cercare, in definitiva, la stessa cosa.

Testo, musica e, per la prima volta in uno spettacolo di Luca Violini, la presenza di immagini in video, realizzati da Marco Bragaglia.
“Giacomo, mio figlio” , uno spettacolo di Paolo Logli e Luca Violini, al quale sono anche affidate le voci sia di Monaldo che di Giacomo, debutterà, in prima nazionale, sabato 23 aprile alle ore 21.15 , proprio a Recanati, nel teatro Persiani. Quel teatro nato proprio per volere di Monaldo, dove è facile immaginare che mille volte padre e figlio abbiano assistito a rappresentazioni, letture, esecuzioni musicali. Andremo in scena là, metaforicamente sotto i loro occhi. Tanto per non farsi mancare le emozioni più forti.
Per informazioni e prenotazioni: 320.5623974

LUCA VIOLINI:
E' una delle più importanti e note voci nel panorama del doppiaggio cinematografico, documentaristico,pubblicitario, televisivo e radiofonico nazionale.
In qualità di speaker è la voce de La7, HSE24 e dei canali Yacht & Sail, Marco Polo, Lei, National Geographic, Leonardo, Caccia e Pesca, Focus, Sky uno, Sky arte, Crime Investigation, Gazzetta TV e dell’Istituto Luce, per la realizzazione di trailers, comunicati, documentari, speaker sponsor e promo.

La sua è la voce di numerosi attori tra cui Dolph Lundgren, Chazz Palminteri, Bruce Payne, Ron Silver, James Russo, Daniel Baldwin, Steven Seagal, ecc... nonché di molti personaggi dei cartoni animati tra cui The Mask, Tommy e Oscar, Scemo più Scemo, Ranma, Hercules, Wakfu, Sam il pompiere, Garfield, ecc..
Attualmente è uno dei Direttori del doppiaggio delle telenovela di successo “Il Segreto” e “Cuore ribelle”, in onda sui canali Mediaset, nonché il protagonista della seguitissima serie “Casa su Misura” in onda sul canale Fine Living.
Si dedica alla creazione ed elaborazione di una particolare forma di spettacolo, il RADIOTEATRO basato sulla rappresentazione audio-scenica di classici della letteratura mondiale e testi appositamente scritti per questo nuovo genere.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2016 alle 15:43 sul giornale del 19 aprile 2016 - 931 letture

In questo articolo si parla di attualità, recanati, giacomo leopardi, Organizzatori

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