Mare senza barriere... si può?

Vivere il Sociale, barriere architettoniche in spiaggia 2' di lettura 10/06/2015 - Si è aperta da poco la stagione estiva, ma anche quest'anno molti cittadini - a Civitanova e in altre realtà italiane - non potranno accedere alle spiagge. Parliamo ancora una volta delle persone disabili e dei loro diritti negati dalle troppe barriere architettoniche e... mentali!

Alcuni stabilimenti balneari si sono dotati delle passerelle e delle speciali carrozzine che possono essere trasportate sulla spiaggia e anche in acqua. Ma questo è solo il minimo che si può offrire agli utenti con disabilità. Le località costiere italiane molto hanno da imparare da 'mosche bianche' virtuose come la provincia di Rimini, apprezzata a livello europeo per aver sviluppato un turismo accessibile a tutti e di elevata qualità nell'ospitalità, ben lontana dal mero trattamento ospedaliero presente in altre città di mare.

Notizie positive sull'argomento giungono anche dalla Regione Abruzzo, dove è stata richiesta la modifica alla Legge Chiodi, che al momento permette l'accesso in spaggia ai cani, ma che non si esprime in alcuno dei suoi punti a favore dell'abbattimento delle barriere architettoniche. 'Tutti i comuni costieri dovranno avere almeno una spiaggia pubblica senza barriere. Ci sembrava assurdo che la legge Chiodi consentisse l'accesso in spiaggia agli animali, mentre non valeva per gli esseri umani', ha dichiarato Claudio Ferrante, Presidente dell'Associazione Carrozzine Determinate che molto si è battuta per il superamento delle barriere.

Anche a livello locale non mancano idee o iniziative. Nel 2014 il 'Centro Informazioni - Ass. Disabili in Italia', in collaborazione con i presidente dell'Ass. Nazionale di volontariato, 'Handy Superabile', ha presentato all'Amministrazione Comunale di Civitanova Marche il progetto 'Mare senza barriere'.

'Si tratta di un progetto che propone una serie di semplici accorgimenti per favorire l'accessibilità alle spiagge pubbliche e agli stabilimenti balneari a tutte le persone con disabilità - spiega la presidente Renè Ciampa -. Si tratterebbe di un'area a fruibilità universale e a finalizzazione sociale, adeguata e specificamente studiata per la frequentazione del mare anche di persone con disabilità motoria e sensoriale; un'area ricreativa dove normodotati e disabili possono svolgere le consuete attività balneari in piena indipendenza'.

Il progetto, continua la presidente dell'Ass. Disabili in Italia, potrebbe coinvolgere persone con disabilità non solo una volta ultimati i lavori, ma anche nella fase di realizzazione e di gestione stessa, determinando così ricadute positive in termini di incremento del turismo e dell'economia, accessibilità ed integrazione sociale.








Questo è un articolo pubblicato il 10-06-2015 alle 11:03 sul giornale del 11 giugno 2015 - 1601 letture

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