Recanati: dissesti idrogeologici. M5S, 'evitare le tragedie è una priorità'

Movimento 5 stelle Recanati 3' di lettura 26/05/2015 - L'Ordine dei geologi delle Marche, denuncia che il 99% dei comuni delle Marche è interessato da dissesti, con il 19% (1.600 kmq) di territorio a rischio idrogeologico (42.522 le frane censite), 190 kmq a rischio esondazione e 6 kmq a rischio valanghe. Dal 2011 ad oggi si contano danni al territorio pari a 800 milioni di euro.

Recanati non è esente, lo abbiamo visto con le voragini aperte in questi giorni dalle piogge primaverili e lo abbiamo visto nel 2011 e ne 2014 in zona san Francesco dove eventi franosi hanno causato notevoli danni. Il problema spesso è l’eccessiva cementificazione che impermeabilizza il terreno che non riesce più a ricevere l’acqua e il taglio delle piante che con le loro radici riuscirebbero a trattenere i terreni.

All’inizio di gennaio il Movimento 5 Stelle ha protocollato una mozione che riguardava proprio il consumo del suolo e conteneva una moratoria sulle nuove costruzioni: al successivo consiglio comunale la maggioranza l’ha bocciata all’unanimità: le stesse persone che adesso vi promettono che se arriveranno in Regione metteranno mano al problema!

I residenti di Via Beato Benvenuto, giustamente preoccupati, hanno richiesto anni fa uno studio e all’ufficio tecnico è depositato il materiale risultante da questo studio (che tra l’altro è stato già pagato) e tutte le tavole che spiegano e dimostrano come i problemi di questi giorni si ripresenteranno ad ogni pioggerella, finché il problema non verrà risolto. A questo punto viene innanzitutto da chiedersi chi e perché diede la concessione ad edificare in luoghi dove non era il caso di costruire, ma ormai il danno è fatto e si può solo correre ai ripari cercando di mettere in atto quelle opere di prevenzione necessarie ed urgenti. Tra il 2001 e il 2004 è stato redatto il PAI (Piano stralcio per l'Assetto Idrogeologico): obiettivo prioritario del Piano è la riduzione del rischio entro valori compatibili con gli usi del suolo in atto, in modo tale da salvaguardare l’incolumità delle persone e ridurre al minimo i danni ai beni esposti.

Tuttavia avere un piano e non fare nulla in proposito, equivale a non averlo e/o ad aver buttato soldi per studi e progettazione delle soluzioni. E’ compito del Comune provvedere alla recimazione e alla creazione di trincee e pozzi profondi: i cittadini devono poter stare tranquilli senza temere per la propria incolumità ogni volta che piove. Gli studi sono stati fatti, le soluzioni individuate, il costo preventivato: chiediamo al comune di reperire i fondi necessari per fare un’opera di PREVENZIONE, ricordando che andare ogni volta ad attappare buchi per pagare i danni fatti dall’acqua, costa il doppio o molto di più.

Ovviamente anche la Regione deve prendersi carico di questa situazione così come si prende carico, peraltro in maniera del tutto inadeguata, al problema dell’erosione delle coste elargendo ogni anno centinaia di migliaia di euro senza per altro mai arrivare alla soluzione del problema. Evitare catastrofi e calamità dovrebbe essere una priorità, eppure dal 2004 ad oggi nulla è stato fatto: i soldi ci sono ma andrebbero dati a persone competenti che risolvano il problema una volta per tutte e non agli amici degli amici che guadagnano sul fatto di non sistemare mai le cose: una volta risolto il problema, non ci sarebbe più da “mangiare”.

Qualcuno avrà la compiacenza di rispondere al nostro appello?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-05-2015 alle 12:45 sul giornale del 27 maggio 2015 - 701 letture

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