Abbattere l'Hotel House? Corvatta: "difendiamo la città da odio e demagogia"

tommaso claudio corvatta 2' di lettura 29/04/2015 - "Non possiamo consegnare la città e il territorio nelle mani di chi fa solo demagogia - dichiara in una nota stampa il primo cittadino Corvatta -, senza proporre nulla di minimamente realizzabile. Tanti, troppi comportamenti ed episodi uniti da una linea sottile si stanno ripetendo in questi giorni, campanelli d'allarme da non sottovalutare".

"E' ovviamente improponibile - prosegue il Sindaco -, e anche pericoloso, affermare, come ha fatto il leader della Lega Matteo Salvini, di voler radere al suolo a colpi di ruspa l'Hotel House. Allo stesso modo il suo emulatore civitanovese, nelle idee e nell'abbigliamento, Fabrizio Ciarapica, insieme ai suoi sodali, continuano a proporre fantasie senza alcun valore pratico. Fumo negli occhi al quale avevano abituato già nella passata amministrazione, a cui si aggiunge una campagna d'odio lunga tre anni. Questo e nient'altro sta facendo Ciarapica, illudendosi che l'odio si possa governare. Ma l'odio non è governabile, non fa che suscitare altro odio.

"E' odio ciò che è accaduto stamattina in comune, con l'irruzione di uno sconsiderato, che accomunando apologia del nazifascismo e antiislamismo, in un crescendo di farneticanti aggressioni verbali ad alcuni dipendenti comunali, voleva imporre la rimozione del manifesto affisso al balcone comunale per le celebrazioni in occasione del 25 Aprile, tanto da arrampicarsi per staccare alcune corde che lo sostenevano.
E' odio quello della signora Claudia Giulietti, altra esponente di Vince Civitanova, che con un post di pessimo gusto su Facebook si fa beffe dei migranti e del tragico destino toccato a migliaia di loro. Non ci si aspetterebbe tanta insensibilità da una dipendente del Paolo Ricci, azienda che ha per missione la presa in cura delle persone, soprattutto le più fragili. Invece è anche lei nel pieno della spirale di chi pretende di distinguere tra buoni e cattivi, tra noi e loro. Oggi tocca agli extracomunitari, ma sappiamo bene dove abbia portato nel passato questa logica perversa: si finisce per mettere al bando ogni forma di diversità, fisica, religiosa, infine di pensiero.

"Vince Civitanova non ha nulla di nuovo. E' un distributore di odio e anche un esempio di doppia morale, come ha già dimostrato ad esempio difendendo chi, come i Leoni neri, occupava stabili comunali come se fossero di loro proprietà. C'è chi va bene anche quando commette soprusi e chi non è nemmeno degno di voce. Ma questa città, con le sue solide radici democratiche, una città che ha combattuto l'ideologia nazifascista e che nella sua storia ha saputo accogliere, producendo benessere e sviluppo, non si farà rappresentare da loro. Questa città - conclude Tommaso Corvatta - la vogliamo e la sapremo difendere".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-04-2015 alle 22:21 sul giornale del 30 aprile 2015 - 977 letture

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