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Vivere il Sociale: quanta indifferenza... abbattiamo le barriere mentali!

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Vivere il Sociale

In questo numero di 'Vivere il Sociale' raccogliamo e pubblichiamo le dichiarazioni di alcune persone che si battono per i diritti dei disabili e che hanno partecipato ad una serata dedicata proprio a questi temi, organizzata dall'AVULSS a Monte San Giusto lo scorso 14 aprile.

Durante l'incontro a cui sono state invitate Gelinda Flauzino (nota come Jenny) e Renè Ciampa, presidente di 'Centro Informazioni - Disabili in Italia', sono sorte le storie di persone che hanno dovuto imparare a convivere con le proprie fragilità.

'Da quando mi sono trasferita a Civitanova per amore - dichiara Renè - ho imparato a non fuggire dai problemi che la mia disabilità poneva sulla mia strada. Anzi, ho imparato ad affrontarli e ho realizzato il mio sogno di creare un'Associazione No profit che possa aiutare le persone come me e abbattere le barriere... architettoniche e mentali".

Agghiacciante la storia, invece, di Jenny, che è diventata disabile dopo un tragico incidente verificatosi durante una sparatoria nel suo paese di origine. Un proiettile, infatti, l'ha colpita trapassandole il midollo. Si è parlato anche di Alessia Di Girolamo, che recentemente a M.S.Giusto ha portato la sua testimonianza anche attraverso un video “Il mio canto libero”. Il documentario vuol essere un viaggio di denuncia e di speranza. Denuncia per i pregiudizi che ancora oggi impediscono ad una ragazza laureata in legge di professare la propria attività di avvocato in quanto affetta da nanismo. Speranza perché il suo carattere forte non le ha impedito comunque di proseguire la sua strada, anche se con sacrifici, e di costruirsi una vita normale.

Infine abbiamo ricordato Antonella Nini, scomparsa purtroppo di recente. Anche lei toccata profondamente dalla sofferenza. Una poliomielite che la colpisce a pochi mesi di vita segna il suo destino, il suo corpo non avrà una normale crescita. Alla sofferenza fisica si aggiunge quella affettiva: la sua famiglia la rifiuta. Nel suo libro “Disabile...chi io?” lei dirà: “abbandonata al suo destino come si fa con un pacco che non si vuole ritirare”. Ma il coraggio e il desiderio di vivere la spingono a non lasciare che la disabilità abbia il sopravvento sulla sua esistenza.

Già, perchè la disabilità non dovrebbe fare paura e non dovrebbe essere nascosta. Michela Marzano dice: "Fin da piccoli dobbiamo imparare ad accettare e accogliere il nostro essere. In caso contrario si crea un modello in cui le fragilità sono qualcosa da nascondere e rimuovere mentre in realtà dovrebbero essere riconosciute come parte di noi. Se impariamo ad accettarci per quello che siamo, le nostre fragilità e le nostre “disabilità” possono trasformarsi in punti di forza".

Questo è possibile anche grazie all'ambiente che ci circonda e, certo, una maggiore empatia di tutti i cittadini e delle istituzioni non può far altro che facilitare l'integrazione sociale, finendola una volta per tutte con la stigmatizzazione dei disabili.

"Quando siamo presenti in città con i nostri banchetti, cercando di fare informazione e di spiegare perchè esiste la nostra associazione - conclude la Presidente dell'associazione civitanovese 'Centro Infromazioni - Disabili in Italia' -, notiamo una certa indifferenza da parte dei passanti. Sono davvero in pochi coloro che si fermano interessati e disponibili ad ascoltare ciò che abbiamo da dire. È questa indifferenza che davvero rende le cose difficili, a tal punto da rendere persino emarginate le persone che più soffrono delle loro disabilità, di qualunque natura esse siano. Abbattiamo le barriere mentali!".





Vivere il Sociale

Questo è un articolo pubblicato il 26-04-2015 alle 17:50 sul giornale del 27 aprile 2015 - 1146 letture