Porto Recanati: l'opposizione netta del M5S alla cementificazione della collina del Burchio

2' di lettura 30/07/2014 - Martedì 29 luglio il Movimento Cinque Stelle di Porto Recanati ha organizzato un incontro presso la Sala Consiliare del Comune riguardo al tema Burchio e al 'Paesaggio extraurbano come proprietà collettiva dei cittadini'.

Sono intervenuti Maurizio Sebastiani, presidente di Italia Nostra Ancona; Carlo Reboli, presidente del comitato di quartiere Montarice; Giammario Poeta, consigliere comunale M5S; Umberto Santucci, consulente comunicazione e marketing; Leonaro Marotta, consulente di politiche ambientali e cohousing; Nicola Morra, senatore M5S. Presenti una trentina di persona, ma nessuno a rappresentare ufficialmente l'amministrazione.

La variante adottata dall'amministrazione comunale e contro la quale il M5S si batte, prevede la trasformazione dell'area agricola del Burchio ai fini della costruzione di un resort di lusso che comprenderà numerosi appartamenti ed impianti turistici. Secondo i relatori presenti all'incontro aperto a tutta la cittadinanza, tale provvedimento perde i caratteri della tutela dell'interesse della cittadinanza. Giammario Poeta, consigliere M5S, ha voluto più volte sottolineare l'importanza di tutelare la proprietà collettiva dei cittadini.

Inoltre il consigliere a cinque stelle ha dichiarato che 'quando un piano è adottato non ha ancora nessuna validità. (...) Non è vero che, qualora si procedesse al decadimento della variante, il comune, nella figura degli amministratori, dovrebbe risarcire e monetizzare gli inconvenienti causati alla ditta incaricata - nello specifico la Coneroblu -. Inoltre il piano adottato non dà nessun diritto edificatorio a tale ditta, anzi, la legge stabilisce che a partire dal 15 di luglio vi sono centoventi giorni (fino al 15 novembre, dunque) per non riportare la pratica in consiglio comunale, utilizzando il decadimento temporale per la bocciatura definitiva'.

Nell'incontro è stato reso noto che la collina del burchio viene ufficialmente descritta come 'collina costiera di continuità ecologica con il fiume Potenza, con affaccio costiero', una delle poche delle Marche. Inoltre, nella zona dove sorgerà il polo turistico sono ora presenti una Chiesa, una scuola e dei siti archeologici che attestano quanto sia fondamentale tutelare l'area dalla cementificazione.

Il presidente del comitato di quartiere, Carlo Reboli, ha raccontato della raccolta firma che ha organizato: prima delle elezioni le firme erano seicento, ma una irrisoria percentuale di tali firme non era di cittadini porto recanatesi, pertanto andava rifatto tutto daccapo. Dopo le elezioni comunali è stata nuovamente eseguita la raccolta firme contro la variante adottata dall'amministrazione comunale e questa volta le firme contrarie al resort di lusso sono arrivate a 1200.


di Arianna Baccani
redazione@viverecivitanova.it


http://youtu.be/M5U9Cwte9X4





Questo è un articolo pubblicato il 30-07-2014 alle 17:32 sul giornale del 31 luglio 2014 - 1095 letture

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