Recanati: il terzo manoscritto dell'Infinito è un falso, aperte le indagini dei carabinieri

1' di lettura 25/07/2014 - Una funzionaria della Soprintendenza dei beni culturali di Roma avrebbe decretato il verdetto: il manoscritto ritrovato a Cingoli è un falso; così scattano le indagini del Nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale.

Il manoscritto, che era stato presentato in un convegno a Macerata, ora è stato sequestrato e sono partite le indagini: una inchiesta è stata avviata contro due maceratesi, il proprietario del 'manoscritto' e il direttore degli Istituti Culturali di Cingoli; un'altra inchiesta invece segue le tracce di chi lo ha approvato - la Prof.ssa Laura Melosi (componente del Comitato Scientifico del Centro Nazionale Studi leopardiani) nonostante fosse un falso.

La stessa Prof.ssa Melosi dapprima nutriva dei dubbi circa la sua autenticità, ma, in seguito ad accurati studi, sembravano non esserci dubbi, l'autografo era verosimilmente quello di Giovani Leopardi. Eppure per la Procura della Repubblica di Macerata l'autografo sarebbe stato riprodotto ad hoc oppure sarebbe stato riprodotto accuratamente da mani esperte per poi essere commercializzato a fini di lucro. Il Procuratore Giovanni Giorgio coordina le indagini.


di Arianna Baccani
redazione@viverecivitanova.it







Questo è un articolo pubblicato il 25-07-2014 alle 23:44 sul giornale del 26 luglio 2014 - 883 letture

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