Sel, 'quello civitanovese, il bilancio di un fallimento politico'

Corvatta 3' di lettura 16/07/2014 - Siamo alla solita politica delle linee di Bilancio, ma che contengono già le scelte e qualche 'smaronata', come le detrazioni annunciate sulla Tasi come volontà politica ma obbligate per legge.

Per ora è arduo immergersi nelle decine di file pubblicati sul sito del Comune e deliberati come indirizzo. Le solite scelte sono quelle gravi che mentre si bloccano milioni per garantire mutui che privati contraggono per il Palas si mette mano nelle tasche dei cittadiini aumentando la Tasi e, come se non bastasse, si annuncia la vendita massiccia di beni immobili comunali senza neppure l’ombra di un confronto pubblico preventivo.

Eppure il programma del centro sinistra era chiaro e parlava di Bilancio Partecipato. Per il Vice Sindaco - ma è evidente che le responsabilità sono estese a tutta la Giunta - quello sottoscritto era solo carta straccia e disprezzo per gli elettori. Ci chiediamo, che differenza c’è fra il metodo usato dal vice sindaco Silenzi con la precedente amministrazione comunale? Nel metodo nulla, si decide dal Palazzo. Più che alzare le braccia al cielo l’assessore Silenzi dovrebbe chiedersi cosa ha fatto per evitare questa situazione da crollo finanziario.

Eppure si sapeva dei tagli finanziari ai Comuni e le difficoltà si potevano contenere se per tempo si fosse fatta una seria spending review della spesa corrente di funzionamento, sulle entrate anche da verificare anche a posteriori come la legge consente sui costi di costruzione, sulle Partecipate, sugli stipendi per i dirigenti nella parte variabile, ecc.

Sui tagli ai trasferimenti c’è poco da alzare le braccia al cielo come fa lì assessore perché nel Bilancio proposto le entrate tributarie e extra tributarie sostanzialmente si compensano con i tagli dei trasferimenti del governo centrale. Caso mai era affrontare preventivamente e in modo partecipato già dal 2012-2013 questa tipo di politica dei tributi e tasse che sono piovute sui civitanovesi.

Ora Il precipizio finanziario è alle porte .la responsabilità è da anche dalla spesa disinvolta e un uso disinvolto della spesa corrente. Sul Piano delle Opere Pubbliche triennale è meglio stendere un velo pietoso basta leggere anche il documento per dell’anno precedente perconstatare la completa paralisi di ogni intervento annunciato.

Ci si consenta una metafora. L’attuale situazione delle casse comunali e della politica che le hanno gestite è paragonabile all’affondamento del Titanic: mentre affondava a bordo si festeggiava e si ballava. Ora il problema è tutto dei civitanovesi che vedranno il loro Comune diventare più povero.

C’è però anche un problema di ordine politico: come fanno Rifondazione Comunista e l’Italia dei Valori ad accettare questo disastro e questa gestione finanziaria fallimentare? Questa situazione non è da imputare ad una sorta di fatalità per cui alzare le braccia al cielo ma ad una gestione politica e finanziaria che dura da due anni e fa acqua da tutte le parti. Una situazione da fallimento politico che avrà purtroppo ripercussioni negative nella città reale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-07-2014 alle 13:34 sul giornale del 17 luglio 2014 - 704 letture

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