Recanati: Marco Poeta in concerto

Musica 7' di lettura 21/02/2014 - Domenica 23 febbraio secondo appuntamento per le manifestazioni previste per il XX Anniversario della fondazione della Civica Scuola di Musica B.Gigli. Alle 18 Marco Poeta, notissimo chitarrista recanatese, salirà sul palcoscenico dell’Auditoium del Centro Mondiale della Poesia.

Marco è musicista atipico, non formatosi nelle istituzioni accademiche. Inizia a suonare la fisarmonica all’età di 4 anni e la chitarra a 5 (quest’ultima sarà strumento che non lascerà mai più), il tutto da totale autodidatta. Negli anni settanta si avvicina alla canzone napoletana antica e alla bossa nova. A 20 anni il suo rapporto con la bossa nova si intensifica dedicandosi interamente a questo genere musicale.

La bossa nova lo porta a collaborare con importanti jazzisti italiani di fama internazionale come Ares Tavolazzi, Giulio Capiozzo, Ellade Bandini, Antonio Marangolo, Jean-Luc Henriques, Alessio Urso, Tony Esposito, Franco D’Andrea e Michael Rosen. Nel ’92 varca per la prima volta le soglie dei teatri italiani grazie a uno spettacolo musicale dal titolo “Dalla bossa nova al jazz”. Con lui ci sono i migliori musicisti del panorama italiano: Stefano Cerri al basso, Antonio Marangolo al sax, Franco Cerri alla chitarra ed Enrico Intra al piano. Nel frattempo nasce una collaborazione con il poeta cantautore Sergio Endrigo, capo scuola della canzone d’autore italiana.

Per merito di Endrigo – Poeta lo ha sempre riconosciuto – Marco conosce e frequenta Toquinho, Chico Buarque de Hollanda, in seguito Gilberto Gil e Caetano Veloso. Nel 1996 Marco Poeta è con il grande maestro di bossa nova Baden Powell al festival di Musicultura a Recanati, coronando così un sogno. In seguito frequenta Baden Powell nella sua casa a Parigi, dove ha la possibilità di perfezionarsi nella tecnica chitarristica. Questo rende Marco Poeta l’unico vero erede del grande maestro brasiliano.
Nel 1998 Marco Poeta si avvicina a un genere che ha sempre amato, ma mai interpretato per il proprio pubblico: il Fado.
Nel 1997 Marco Poeta collabora alla direzione artistica del Centro Studi Leopardiani di Recanati, incarico che ricopre tuttora. Nel 1998, in occasione del bicentenario della nascita di Giacomo Leopardi, Marco Poeta incide un album che raccoglie i Canti leopardiani recitati in lingua portoghese dal professor Antonio Fournier.

Alla fine dello stesso 1998 Poeta presenta questo progetto niente di meno che a “Casa Pessoa”, a Lisbona, nel tempio della cultura poetica portoghese. Ottiene un grande successo, al punto che lo stesso assessore alla Cultura di Lisbona invita Poeta per un tour in Portogallo, programmandolo per l’anno successivo. Nel 1998 si esibisce con la chitarra classica nelle città di Oporto, Lisbona e Coimbra. Durante il concerto di Lisbona al Museo del Fado di Alfama (quartiere storico di Lisbona che diede i natali al fado), Marco Poeta incontra il grande maestro della chitarra del fado: Antonio Chainho, presente tra il pubblico. Quel giorno nasce una grande stima tra i due e una sconfinata amicizia che continua anche oggi. È il maestro Chainho a insegnare a Marco Poeta i primi rudimenti della Guitarra Portuguesa. “Come è possibile insegnare la guitarra portuguesa a Marco Poeta che non conosce la musica?” dice Antonio Chainho. Presto fatto: il maestro Chainho chiede di essere videoripreso mentre suona la guitarra portuguesa: questa registrazione di tre ore diventa il testo di studio dove Marco Poeta apprende le varie tecniche della mano destra. Marco dedica circa 10 ore al giorno per svariati anni allo studio di quel particolare quanto arduo strumento.

Nel 2001 incide il suo primo album di fado con la guitarra portuguesa insieme al suo trio storico: è un album prettamente acustico, come vuole la tradizione fadista. Alla voce c’era la ventenne Elisa Ridolfi. Marco Poeta coinvolge anche Francesco Di Giacomo, che omaggiava il fado in lingua portoghese, ed Eugenio Finardi, che canta Amalia Rodrigues in italiano. Il risultato è un album straordinario. In Italia mai nessuno fino ad allora aveva pensato al fado, al punto che Renzo Arbore attribuisce la paternità del fado italiano a Marco Poeta. La tournée tocca tutt’Italia: teatri e piazze, chiostri e cortili. Gli italiani cominciano ad ascoltare il Fado, la musica dell’anima, e le testate giornalistiche dipingono Marco come il re del fado in Italia.

Nel 2003 tiene il primo importante concerto di Lisbona, all’interno della rassegna musicale al Casinò di Estoril dal titolo “A Quartas Do Fado”. In passerella i maggiori nomi del fado portoghese. Marco Poeta esibisce le sue doti di virtuoso davanti all’incredulo pubblico portoghese: per i Lusitani è quasi impossibile che un non portoghese possa suonare così bene la loro amata guitarra portuguesa. In Portogallo Marco Poeta, riconosciuto fadista, inizia scambi culturali fra Portogallo e Italia, con i più grandi nomi del fado. Possiamo citare: Argentina Santos (83 anni, fadista tradizionale), Tina Santos, Pedro Lisboa, Maria Armanda, Ana Moura, Rachel Tavares e gli stessi musicisti (oggi ottantenni) della grande Amalia Rodrigues: Joel Pina, Maria José Nobrega, Jorge Fernando e naturalmente il grande maestro Antonio Chainho.

Marco Poeta è stato più volte invitato dalle ambasciate portoghesi in Italia a rappresentare il Portogallo. Nel 2003 riceve il “Premio Massimo Troisi” per la divulgazione della cultura popolar-musicale portoghese in Italia e nel mondo. Nel 2004 è all’isola di Madeira al teatro di Funchal con la scrittrice Dacia Maraini e il regista Roberto Faenza. Nel 2005 al famoso teatro Sao Luiz di Lisbona Marco Poeta presenta con Lucio Dalla “Il nostro fado” arrangiando le canzoni del popolare cantautore bolognese in chiave fadista.

Nel 2005 Marco Poeta è in teatro con Fausto Cigliano con uno spettacolo dal titolo “Saudade d’o core” da Napoli a Lisbona. Partecipa anche allo spettacolo “Mediterraneo e dintorni” che vede la voce di Peppe Servillo (Avion Travel) duettare con la guitarra portuguesa di Marco. La tournée fortunatissima viene ripresa anche da Rai1, e la canzone d’autore napoletana diventa quasi fado. Con Lucio Dalla, Poeta appare in televisione più volte e calca teatri come lo Strehler di Milano.

Nel 2006 esce in tutte le librerie del Portogallo un libro antologico sulla storia del fado da Amalia Rodrigues a oggi. Si chiama O futuro da saudade e dedica un intero capitolo a Marco Poeta, annoverandolo tra i grandi guitarristi della storia del fado. Al Meeting di Rimini del 2008 Marco Poeta compone le musiche per lo spettacolo inaugurale dal titolo “La Straniera”, tratto dall’opera di T. S. Eliot I Cori da “La Rocca”, musicandone persino i testi originali in lingua inglese. Durante la stessa edizione del Meeting tiene uno straordinario concerto di fado insieme ai grandi nomi portoghesi e a celebri voci della canzone d’autore italiana. Attualmente sta girando i teatri italiani con Carlo Delle Piane, attore feticcio di Pupi Avati.Artista molto eclettico e caratterizzato da un estro musicale senza confini, Poeta sta lavorando a un progetto molto ambizioso: interpretare con la sua chitarra acustica a 12 corde brani ispirati al Cinquecento inglese da lui stesso composti.

Nel fragoroso silenzio di Dio, il suo primo disco come autore e interprete, è l’esito di un «cammino che ha portato Marco a un faccia a faccia con l’ultimo mistero della vita», «un lungometraggio di introspezione e suoni in cui i suggeritori e le influenze sono nomi e generi ricchi di autentica passione umana e religiosa, da Thomas Merton ai Caraibi, da Ry Cooder agli chansonnier, dal blues a Fabrizio De André» (Walter Gatti).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-02-2014 alle 20:16 sul giornale del 22 febbraio 2014 - 2607 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, recanati, Comune di Recanati

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