Recanati: il comune aderisce al progetto 'Nati per leggere'

nati per leggere 2' di lettura 21/01/2014 - Anche il Comune di Recanati ha aderito al Progetto “Nati per Leggere” su proposta della Provincia di Macerata, approvando i contenuti del protocollo di intesa e sottoscrivendo la dichiarazione di intenti, considerando che tale progetto è stato premiato due anni fa dal Ministero per i beni e le attività culturali come “Migliore manifestazione di promozione del libro e della lettura di rilevanza nazionale”.

Ogni bambino ha diritto ad essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo. Questo è il cuore di Nati per Leggere. Dal 1999, il progetto ha l'obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. Recenti ricerche scientifiche dimostrano come il leggere ad alta voce, con una certa continuità, ai bambini in età prescolare abbia una positiva influenza sia dal punto di vista relazionale (è una opportunità di relazione tra bambino e genitori), che cognitivo (si sviluppano meglio e più precocemente la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura). Inoltre si consolida nel bambino l'abitudine a leggere che si protrae nelle età successive grazie all'imprinting precoce legato alla relazione.

Nati per leggere è promosso dall'alleanza tra bibliotecari e pediatri attraverso le seguenti associazioni: l'Associazione Culturale Pediatri - ACP che riunisce tremila pediatri italiani con fini esclusivamente culturali, l'Associazione Italiana Biblioteche - AIB che associa oltre quattromila tra bibliotecari, biblioteche, centri di documentazione, servizi di informazione operanti nei diversi ambiti della professione, e il Centro per la Salute del Bambino - ONLUS - CSB, che ha come fini statutari attività di formazione, ricerca e solidarietà per l'infanzia.

Per il Comune di Recanati “Nati per leggere” ha molti significati che si coniugano l'uno con l'altro: promuovere la lettura tra adulti e bambini sia in famiglia, sia nei luoghi dell'infanzia, fin dai primi mesi di vita; implementare il patrimonio bibliotecario e diffonderne l'uso tra gli abitanti con attività capillari e continuate; creare occasioni di lavoro in rete tra diversi enti, istituzioni e soggetti che imparano a conoscersi e collaborare, migliorando se stessi e rendendo più sociale, attivo e colto il proprio territorio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-01-2014 alle 19:14 sul giornale del 22 gennaio 2014 - 733 letture

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