Potenza Picena: Presepe vivente, la presentazione di don Andrea

Presepe vivente 4' di lettura 14/12/2013 - Si rinnova la tradizione del Presepe vivente di Potenza Picena e l’entusiasmo di tutti coloro che collaborano alla realizzazione dell’opera.

La manifestazione (che si terrà il 26 e 29 dicembre e il 6 gennaio), che verrà presentata in tutti i suoi dettagli sabato prossimo 21 dicembre nel corso di una conferenza stampa presso la Sala Giunta della Sede Municipale, vede l’Associazione Presepe vivente sempre in prima linea nell’allestimento dell’iniziativa presepizia, storicamente una delle più rilevanti e più visitate della provincia e non solo, e anche quest’anno ha messo tutta la sua competenza con i volontari che hanno donato il loro tempo con passione e generosità, sostenuti come da tradizione dalla Comunità dei frati minori che ospita la rievocazione nella splendida selva del convento.

Il parroco Don Andrea Bezzini, Presidente del comitato “Amici del Presepe Vivente”, con la presente lettera intanto presenta la manifestazione:

“Anche quest’anno la XXIV edizione del Presepe Vivente potentino non tradisce il suo tratto peculiare che è l’interrogativo sull’attualità in modo tale che il nascere del Signore Gesù sia non solo il ricordo di un fatto passato ma l’evento che non perde mai la sua forza comunicativa per l’uomo di ogni tempo e di oggi. Guardando il presente credo che nessuno misconosca in Papa Francesco, nel suo stile, nei messaggi e nell’impronta ecclesiale che continuamente offre il “nuovo” che ha segnato inaspettatamente questo anno e che catalizza l’attenzione dei media, l’interesse ( talvolta la critica!) dei credenti, la curiosità di tutti. Parole e gesti del nuovo pontefice vanno prevalentemente in una direzione che è la via della povertà e della sobrietà, da tradurre, per quanti si riconoscono discepoli di Gesù, da una parte in scelta personale di vita e dall’altra in disponibilità verso chi chiede di una vicinanza fraterna.

I due aspetti, personale e relazionale, sono intrinsecamente legati, formano l’identità evangelica e impediscono che il cristiano diventi un semplice operatore sociale: solo la scelta dell’essenzialità come impronta propria di vita crea la sensibilità che porta alla condivisione con quanti subiscono questa condizione in maniera drammatica. La povertà infatti assume oggi volti diversi e travestimenti che rendono talvolta difficile il riconoscerla: è la solitudine dell’anziano; il vuoto esistenziale del giovane che si rifugia in esperienze estreme o si lascia andare ad una vita trascinata; la disperazione dell’ammalato; il dissesto relazionale, affettivo ed economico dei nuclei familiari; il dramma dei profughi e dei senza tetto. Queste situazioni generano povertà materiale, spirituale e morale che fa assumere alla carità una dimensione che trascende il semplice aiuto economico e diventa attenzione alla persona nella complessità del suo vissuto e dei suoi bisogni.

Il Presepe Vivente ha l’umile pretesa di offrire uno spazio di riflessione su queste problematiche conducendo il visitatore attraverso un percorso che si affaccia sui diversi volti della povertà: dopo l’incipit, offerto dalle parole dello stesso papa Francesco, le scene spaziano sulla vita semplice di Nazareth e Betlemme, ritraendo l’attività quotidiana di artigiani, allevatori e pescatori nonché le difficili condizione di emarginazione dei lebbrosi e dei mendicanti: in questo orizzonte due scene nuove e particolari sono costituite dall’incontro di Gesù con la donna adultera e con il lebbroso che aprono una porta inesplorata e vedono anche nella malattia che crea solitudine come nel giudizio presuntuoso e senza misericordia due aspetti della povertà umana.

Non mancano naturalmente le scene tradizionali che hanno comunque per protagonisti i semplici e gli umili, “i poveri in spirito” delle beatitudini evangeliche: Maria nella prontezza dell’annunciazione e del servizio ad Elisabetta, Giuseppe nell’accoglienza obbediente del progetto divino, i pastori nella sollecitudine che li porta a Betlemme e i primi discepoli nella sequela senza indugi del Maestro che li chiama. Al centro, prospettiva unificatrice di questi molteplici scorci, la grandiosa Natività che ritrae Colui che ha scelto di farsi povero per condividere e redimere ogni umana povertà.

L’augurio allora è che ogni visitatore non cerchi e non trovi la solita smielata storia natalizia ma giunga arricchito al termine del percorso e, dopo aver guardato e ascoltato, possa guardare e ascoltare con cuore rinnovato le proprie e altrui povertà. Sarà questo il vero GRAZIE a quanti hanno lavorato per mesi nel pensare, progettare e ideare il Presepe Vivente”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2013 alle 11:18 sul giornale del 16 dicembre 2013 - 1218 letture

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