Civitanova: maxi sequestro di medicinali contraffatti. A finire nei guai due nigeriani

medicinali contraffatti 2' di lettura 10/11/2013 - Maxi sequestro di medicinali contraffatti a Civitanova. A finire nei guai due residenti a Morro D'Alba. La sede a Falconara Marittima. Il traffico illecito proveniva dalla Cina per passare dai Paesi bassi fino nell'anconetano.

Sono oltre 180 mila i pezzi sequestrati dal Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Ancona. L’operazione, denominata “Spectrum”, è stata svolta nell’ambito di una cornice investigativa sviluppata nel settore dell’importazione in Italia e della commercializzazione, anche attraverso la piattaforma digitale, di cosmetici e medicinali contraffatti. Tra la merce sequestrata vi sono 68.172 prodotti per cosmesi, 46.200 medicinali, nonché 67.438 componenti accessori al prodotto costituiti da confezioni e il rispettivo fogliettino informativo, il cosidetto “bugiardino”. Anche questi, naturalmente, contraffatti.

Le indagini condotte hanno permesso di appurare che i prodotti “incriminati” sono giunti in Italia, nella provincia di Ancona, dalla Repubblica Popolare Cinese dopo aver attraversato i Paesi Bassi. Tra l’altro, parte della merce era destinata anche ad altri mercati europei, in particolare Francia e Regno Unito.

A finire nei guai due nigeriani, da anni residenti a Morro d’Alba che, attraverso una società, costituita di recente con sede a Falconara Marittima, avevano la disponibilità di un magazzino di stoccaggio presso uno spedizioniere di Civitanova Marche, dove è stato operato il sequestro.

I due soggetti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Macerata per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, nonché ricettazione e detenzione per la vendita di sostanze contraffatte pericolose per la salute.

Tra i prodotti sequestrati, figurano anche particolari pomate e creme per curare dermatiti e schiarire la pelle, che saranno oggetto di analisi accurate per appurare l’eventuale presenza di sostanze tossiche, o comunque vietate, utilizzate per la produzione. L’operazione dimostra come sia necessario tenere sempre alta la soglia di attenzione nei confronti dei prodotti pubblicizzati sul web, soprattutto quando vengono proposti a prezzi particolarmente allettanti, in quanto possono costituire un potenziale pericolo per la salute del consumatore.








Questo è un articolo pubblicato il 10-11-2013 alle 16:20 sul giornale del 11 novembre 2013 - 568 letture

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