Recanati: Padre Moretti festeggia 50 anni di sacerdozio

Padre Moretti in Afghanistan 2' di lettura 03/10/2013 - Sarà una funzione veramente particolare quella di domenica 6 ottobre nella Chiesa di San Domenico, nel cuore del centro storico di Recanati.

In occasione del giorno della Vittoria organizzata dalla parrocchia San Domenico e Sant'Agostino, la Santa messa delle ore 11 sarà infatti celebrata da Padre Giuseppe Moretti, assistente ecclesiastico dell’ambasciata italiana a Kabul e unico rappresentante della Chiesa Cattolica in Afghanistan. Il prete recanatese riceverà un riconoscimento per i cinquantanni di sacerdozio dal Sindaco Francesco Fiordomo a nome dell'intera cittadinanza, per l'intenso lavoro svolto nella lontana terra contrassegnata da decenni di conflitti.

La breve cerimonia si svolgerà al termine della Santa Messa, e sarà impreziosita dall'intervento di Andrea Angeli, peacekeeper dell’ONU e dell’UE che è stato recentemente insignito del premio speciale “Maceratese nel Mondo" istituito tre anni fa dalla Camera di commercio di Macerata. Padre Giuseppe Moretti è tornato come ogni anno nel suo paese natale per salutare familiari ed amici. Il suo impegno in Afghanistan è iniziato ben 36 anni fa, quando nel 1977 il vescovo di Firenze lo invia a Kabul in qualità di padre sostituto temporaneo nella comunità cristiana, al posto del suo predecessore che per oltre ventisei anni aveva già operato nel paese.

Padre Moretti si innamora subito di quella terra che sarà ben presto martoriata dalla guerra, tanto che nel 1994 rimane ferito in un sottoscala della sua abitazione a causa dello scoppio di una bomba. In quell’occasione seguì la chiusura dell’Ambasciata italiana e fu ordinato a Padre Moretti il rientro in Italia, ma il suo impegno nei confronti del "gregge Afghano" lo riporta a Cabul nel 2001 dopo la nomina a prescelto per quella comunità.

La punta di diamante per Padre Moretti è di certo la «The Tangi Kalay» la Scuola della Pace che nasce sulla strada che da Kabul porta a Jalalabad. Oggi ospita circa duemila bambini (e bambine) che per la prima volta in Afghanistan siedono nelle stesse aule senza distinzione. Hanno tutti una divisa uguale, si gioca all’aperto per poi tornare in classe per studiare matematica, storia e geografia, in un’organizzazione scolastica tipicamente all’occidentale.

Dall’Italia arrivano grandi carichi di quaderni, penne e pennarelli donati dalle comunità legate a padre Moretti che anche in questo modo, provvedono alla sopravvivenza della Scuola della Pace, affinché in Afghanistan l’istruzione non resti solo un divieto «ma diventi uno strumento utile per far crescere i futuri uomini». Gli stessi che, del loro paese, sapranno esportare il meglio a cominciare dalla pace, perché «senza scuola non siamo uomini ma pecore»,ha ribadito padre Moretti in una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-10-2013 alle 16:39 sul giornale del 04 ottobre 2013 - 1880 letture

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