Le farmacie della discordia che spaccano la maggioranza

Farmacia 2' di lettura 02/10/2013 - Tante chiacchiere ma anche tante divisioni e notte fonda......alla fine le Farmacie Comunali non si vendono ne si accorpano. Così il Plenum della maggioranza del Sindaco Corvatta.

Una soluzione probabilmente provvisoria e che vede le tesi del Presidente del Consiglio Comunale e della Lista Uniti per Vincere prevalere a scapito di chi il PD e non solo erano determinati a vendere. Lo sbocco naturale considerato che nelle attuali condizioni politiche l’idea della vendita seppur condita da ipotesi tutte da verificare era il semplice e brutale fare Cassa.Fare cassa questa era la delibera di Giunta adottata poi abortita e non per un nobile disegno strategico che avesse al centro oltre che il mantenimento dei posti di lavoro di quanti vi lavorano un forte incremento dei servizi sociali, e quanto legato al programma elettorale.

Insomma quella “Delibera” presa a ranghi ridotti,senza confronto è la prova che quello di far Cassa era l’obbiettivo. Questo non vuol dire che tutto va bene che nell’ente non servano correzioni,efficienza e maggiore rivedendo e riconvertendo situazioni che non hanno ragione di essere mantenute. Oggi nelle condizioni politiche in cui si trova la maggioranza del Sindaco Corvatta diventa anche impraticabile l’accorpamento delle Farmacie Comunali all’Atac spa anche stante le sue condizioni finanziarie e le forti esposizioni bancarie.

L’accorpamento delle ex Municipalizzate è una operazione possibile se solo però tale decisione passa per un percorso chiaro,trasparente e solido.Noi di SEL crediamo che questo possa avvenire solo dopo aver commissariato e sciolto tutte le Municipalizzate e accorpate in una sola Multiservizi. Invece di percorsi e decisioni a volte anche distratte dalla Giunta ancora solo confusione e divisioni.Anche le terze vie,per alcuni versi ancora avvolte dalle nebbie, come la vendita di quote finanziarie del 49% a soci privati potrebbe aprire la strada a medio termine a soluzioni negative per quanti oggi occupati e alla qualità dei servizi che comunque vanno migliorati e innovati.

E’ chiaro che questa strada porta con se contro indicazioni negative e altre positive.Quelle negative è la drastica riduzione delle “poltrone” occupate nei vari consigli di amministrazione ma soluzioni positive per le casse con più risparmi,più efficienza e maggiore qualità dei servizi offerti ai cittadini. E' del tutto chiaro che iniziative politico-amministrative come quella delle alienazione di un grande bene pubblico delle Farmacie Comunali dovbrebbero avere percorsi diversi,partecipati invece di riunioni di Palazzo. La Città non può aspettare che simili questioni siano slegate da un Bilancio Comunale che comunque sia arriverà tardi e solo per questo è un danno per Civitanova.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-10-2013 alle 20:16 sul giornale del 03 ottobre 2013 - 750 letture

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