Allarme dipendenze: a 11 anni la prima volta

2' di lettura 13/06/2013 - La proposta è di aprire le scuole nel pomeriggio

Il dirigente del sert Giuli lamenta la mancanza di collaborazione da parte della scuola per prevenire il fenomeno delle dipendenze (fonte giornalistica). Negli anni 90 già l'età si riferiva alle scuole medie, si dipendeva dall'alcol e si sniffava la benzina, qualcuno beveva il dopobarba del padre; mi duole constatare che la situazione è oggi la stessa.

Da docente e da genitore mi sento di affermare che il fenomeno delle dipendenze dovrebbe avere un approccio di rete tra le famiglie, la scuola e le forze dell'ordine all'interno di istituzioni municipali, provinciali e regionali. Non si può affermare,deligittimando la mission educativa della scuola in sè, che quest'ultima non collabora vista la paura di diminuire le iscrizioni.

Siamo tenuti secondo alcuni a fare i poliziotti a scuola? Non credo, invece siamo obbligati a esercitare azioni congiunte e condivise che abbiano come fine il "ben essere" degli alunni e delle famiglie per quanto sia possibile nei progetti di educazione alla salute e di gestione dell'affettività.

La rete si sostanzia su protocolli d'intesa e convenzioni che vanno al di là di sterili convegni o informazioni corrette: si potrebbe accompagnare la famiglia nel suo percorso difficile dandole gli strumenti per raggiungere quella che noi chiamiamo la sicurezza di sè. Occorre rafforzare nel ragazzo/ragazza l'identità di sé, la propria autonomia di giudizio e criticità per contrastare ogni invito alla dipendenza: dalla droga alla violenza.

Perchè non aprire la scuola di pomeriggio con il contributo dei trasporti locali ricavando le risorse dalla quota annuale degli appalti affidate alle cooperative sociali che a Civitanova sembrano monopolizzate?
E' necessario raggiungere la consapevolezza delle proprie emozioni attraverso l'agire sociale con l'utilizzo di nuovi linguaggi: visivo e musicale.

Riuscire a mettersi nei panni degli altri in un rapporto empatico tale da accettare il prossimo senza giudicare o essere giudicati,a prescindere.

Da parte delle istituzioni occorrerà instaurare un dialogo costruttivo e pro sociale dopo aver imparato ad ascoltare e non solo a sentire. i ragazzi hanno bisogno di agire e di misurarsi per avere la libertà di sbagliare, in questo senso va la nostra proposta del ridi corto (concorso di cortometraggi) e del cultural bus (bilbioteca fuori di sè) .


da Tiziana Streppa
Associazione Cultura, Legalità & Progresso





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-06-2013 alle 19:41 sul giornale del 14 giugno 2013 - 1708 letture

In questo articolo si parla di cronaca, associazione cultura, legalità e progresso, Tiziana streppa

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