Marinelli/Mobili: 'Non attacco alla persona, ma critica al Sindaco che non accetta il confronto.'

erminio marinelli 3' di lettura 09/02/2012 - La mia posizione nella scelta del candidato per Civitanova 2012 non è stata mai né sarà di attacco personale a Massimo Mobili ma è una critica politica al Sindaco in carica. Un Sindaco che dovrebbe interrogarsi sulle proprie evidenti difficoltà nel partito e nella coalizione.

È Mobili invece a volere che doventi una questione personale. Perciò mi dispiace constatare come i miei appelli vengano interpretati come contestazioni personali, anziché come inviti politici necessari a riflettere. Gli ho consegnato una città con consenso al 62% e una maggioranza di 20 consiglieri su 30. Adesso invece c'è un Pdl spaccato e una coalizione fuggita. Se non si parte da questi dati per capire quale sia il profilo di un candidato Sindaco che possa coalizzare il Centrodestra su che cosa ci si basa? Sulla simpatia di Tizio o di Caio? Io dico che il modo in cui il Sindaco in carica ha gestito la maggioranza non lo fa coincidere con l'identikit di un buon candidato.

Tuttavia Mobili non accetta il confronto e dato il livello al quale si è giunti mi vedo costretto a riconsiderare la mia partecipazione attiva alla soluzione del problema. Prenderò atto della scelta che il PdL vorrà prendere ed agirò di conseguenza. Al Sindaco che ha parlato del mio passato voglio ricordare che le tre candidature mi sono sempre state proposte e sollecitate dal partito. Nel '95 mi vennero a cercare a casa più volte! Mai mi sono autocandidato, nemmeno in Regione. Magari ci fossero state come oggi le Primarie suggerite da Alfano. Probabilmente il Centrodestra avrebbe trovato qualcuno più conosciuto nella parte nord della Regione o più adatto per battere Spacca. Invece hanno scelto me perché a Civitanova avevo vinto tre volte. Qui, invece, non solo c'è chi si autocandida ma lo fa contro buona parte del PdL e della coalizione. La scorsa tornata elettorale ho fatto la mia battaglia per sostenere la candidatura di Rosaria Ercoli. Perso quel confronto politico e non personale, ho sostenuto in prima persona, con lealtà ed impegno, la vittoria elettorale di Massimo Mobili.

E, come allora, c'è anche stavolta un'alternativa a lui in grado di ricompattare l'attuale maggioranza. I candidati ci sono ma di fronte a un tale bailamme si guardano bene dallo scendere in campo. E fanno bene perché altrimenti sarebbe la fine non solo del Centrodestra ma anche del PdL. Il fallimento politico (non dico amministrativo) di questa legislatura ormai è storia e la colpa non è mia. Dal 2007 ho fatto la mia parte da vicesindaco con professionalità e rispetto. La mia lista è stata sempre presente in Consiglio. E ben diverso sarebbe stato l'atteggiamento di chi avrebbe voluto far mancare la terra sotto i piedi al Sindaco. Mobili ha sostenuto per anni che lui doveva soltanto guidare l’Amministrazione e gli altri dovevano occuparsi della politica. Adesso dice che siccome il partito non c’è avvia lui le consultazioni. Difficile da capire! Al cospetto di un’autoricandidatura, di un uomo tuttofare, di chi non ammette errori, alzo le mani e resto in silenzio. Io, non mi ritengo un saccente e mi sono messo in discussione alle recenti provinciali.

Abbiamo perso e da coordinatore cittadino del PdL mi sono dimesso. L’ho fatto chiedendo di avviare una riflessione politica seria ed oculata che non c’è mai stata. Constato con sommo dispiacere che le anime del centro-destra alla spicciolata o a frotte abbandonano la nave anche se non ancora non è colata a picco. Mobili evoca a se il ruolo di comandante unico ed insostituibile di questo bastimento che viene da 17 anni di vittorie. Se pensa di rimanere a galla... in bocca al lupo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-02-2012 alle 18:29 sul giornale del 10 febbraio 2012 - 770 letture

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