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comunicato stampa

Giorgi(IDV): L'Italia non è un paese per Donne

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paola giorgi

Il 1° Febbraio di 67 anni fa un decreto legislativo sanciva l'estenzione del diritto di voto alle donne: una tappa importante verso il riconoscimento dei principi di uguaglianza successivamente sanciti dalla Costituzione Italiana. Il risultato di battaglie condotte dai movimenti femminili che consideravano il suffragio universale un diritto, non una concessione.

Una data, quella del 1° Febbraio sicuramente da celebrare e in Italia l'abbiamo celebrata così: 2 Febbraio 2012 diffusione dei dati ISTAT sull'occupazione femminile: nel 2011 le donne occupate sono state 45 mila in meno nei primi tre trimestri. Tra le madri il 30% interrompe il lavoro per motivi familiari, contro il 3% dei padri. In Italia i salari per le donne sono nettamente più bassi che per gli uomini: uno studio della Banca d'Italia afferma che il gap di venta sempre più ampio e crescente, sull' ordine del 13%. Il 40,8% delle ex lavoratrici dichiara di aver interrotto il lavoro per prendersi cura dei figli e circa il 5,6% per dedicarso completamente alla famiglia o ad accudire persone non autosufficienti: questo quanto emerge da uno studio condotto su un campione rappresentativo delle donne italiane in età compresa tra i 25 e i 45 anni. Il sistema italiano non fornisce servizi alla famiglia e di conciliazione, per questo le donne non entrano nel mercato del lavoro o ne escono dopo il primo figlio.

20 Gennaio 2012 Una sentenza della Corte Suprema di Cassazione ha sancito che il giudice non è più obbligato a disporre la custodia cautelare in carcere per chi è accusato di violenza sessuale di gruppo, ma può optare per misure alternative. Una sentenza sbagliata, aberrante, che spinge le donne sempre più lontano dalla denuncia della violenza, perchè viene meno la garanzia della pena. Lo stupro è un atto meschino e vigliacco che lede profondamente e in maniera permanente l'animo di chi subisce violenza. La ricorrenza dell' ammissione delle donne al voto si trasforma in un amaro un momento di riflessione sulla condizione femminile nel nostro Paese.

I principi di uguaglianza sanciti dalla Costituzione restano lettera morta. Le Pari Opportunità non possono essere relegate a quattro chiacchere tra donne, sono argomenti che il Paese deve affrontare con urgenza e determinazione.Ce lo chiede l'Europa, che con il trattato di Lisbona sancisce che " la parità tra donne e uomini è uno dei valori comune degli Stati membri". L'Italia non è un Paese per donne. Ma l'Italia, con questi suoi drammatici numeri, non si dimostra nemmeno un paese civile. Occorre affrontare il tema delle pari opportunità come un tema di diritti civili: leggiamo la Costituzione e lavoriamo insieme per affermare integralmente i suoi contenuti.



paola giorgi

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2012 alle 17:30 sul giornale del 04 febbraio 2012 - 567 letture