Operazione Taxi Drug: in 38 rinviati a giudizio. 300 assuntori denunciati per favoreggiamento

cocaina 4' di lettura 31/01/2012 - 38 persone sono state rinviate a giudizio dalla Procura della Repubblica di Macerata, nell’ambito dell’operazione denominata “TAXI DRUG”, coordinata dal Sost. Proc. dott. Andrea BELLI. L'operazione ha smascherato un fitto mercato degli stupefacenti tra Civitanova Marche e Porto Sant'Elpidio.

26 dei coinvolti sono ritenuti responsabili di concorso continuato nei reati di detenzione e spaccio di cocaina. I restanti 12 sono accusati di favoreggiamento personale nei confronti dei predetti e, infine, per 3 degli stessi indagati, anche per il delitto di estorsione. L’indagine, sviluppatasi dal settembre 2010 al marzo 2011 è nata dal continuo monitoraggio che il Commissariato di P.S. di Civitanova Marche conduce sui fenomeni di diffusione delle sostanze stupefacenti e in particolare dalle frequentazioni di soggetti già conosciuti quali assuntori, presso alcuni esercizi di somministrazione cittadini. Condotta anche mediante l’ausilio di strumenti tecnici, ha consentito di ricostruire un complesso quadro di attività di spaccio condotte dal gruppo attualmente rinviato a giudizio.

L’associazione è risultata, sostanzialmente, fare capo a quattro personaggi tutti già arrestati in flagranza di reato nel corso dell’indagine, che tra loro cooperavano sia nell’acquisizione dello stupefacente che nelle successive operazioni di spaccio, con un controllo capillare sulla zone di Civitanova Marche e Porto Sant’Elpidio, avvalendosi di numerosi “dettaglianti” e “cavalli”, alcuni dei quali, proprio per gestire al meglio il portafoglio clienti ed essere meno soggetti a controlli da parte delle forze di polizia, erano soliti effettuare gli spostamenti per le consegne in taxi. Il gruppo era poi caratterizzato dalla continuità di rifornimento dello stupefacente garantita da più fornitori e proveniente, essenzialmente, dalla Puglia, più esattamente da Bari, e dall’Umbria, con alcuni rifornimenti effettuati in provincia di Perugia.

Con un paziente e meticoloso lavoro di riscontro, condotto con numerosissimi appostamenti e pedinamenti, oltre ad alcune intercettazioni telefoniche, sono stati raccolti numerosissimi riscontri in ordine alle attività di spaccio con interventi in occasione delle cessioni che il gruppo e i suoi associati effettuavano ai numerosissimi clienti della zona. In occasione di questi, conclusisi con il sequestro dello stupefacente ceduto e l’identificazione del “cliente” venivano anche eseguiti gli arresti in flagranza di alcuni di coloro che “lavoravano” per conto del gruppo, a consolidare il quadro di responsabilità dei predetti che veniva emergendo dalle indagini. Veniva altresì appurato che la clientela ricopriva trasversalmente tutte le classi sociali ed era stata precedentemente fidelizzata grazie alla garanzia della costante disponibilità e della buona qualità della merce offerta.

Professionisti, avvocati, calciatori, imprenditori, impiegati, ma anche operai o commesse, sono risultati essere coloro che acquistavano regolarmente con frequenze che, a seconda del tipo di dipendenza e del quantitativo contrattato di volta in volta, variavano dalla settimanale alla giornaliera. E’ stato peraltro accertato che il gruppo, per clienti abituali, considerati affidabili, effettuava addirittura la cessione dello stupefacente a credito, salvo tutelarsi, mediante metodi sicuramente poco affini al recupero legale del proprio credito, con interventi, anche violenti di minaccia ed intimidazione fisica. Conseguentemente, sono stati accertati alcuni episodi di minacce, percosse ed intimidazione nei confronti dei debitori che non si risolvevano o non riuscivano a pagare lo stupefacente precedentemente ottenuto a credito. Sintomatico è il caso dal quale scaturisce la ulteriore denuncia per estorsione nei confronti di tre individui, che, dovendo recuperare 2.700 euro di cocaina non pagata da un cliente, si risolvevano a sequestrargli l’auto fino all’avvenuto pagamento.

All’esito del servizio, complessivamente, è stato sequestrato oltre un chilogrammo di cocaina e circa mezzo chilogrammo di hashish, mentre, a documentare il giro d’affari del sodalizio, è stata parimenti sequestrata la somma di oltre 30.000 euro in contanti a soggetti che, ufficialmente, risultavano sotto occupati o in attesa di occupazione. Infine l’ultimo dato rilevante, ma anche il più preoccupante, è che sono stati compiutamente identificati circa 300 soggetti assuntori di stupefacenti, tutti segnalati alla competente Prefettura quali tossicodipendenti, alcuni dei quali in tale dipendenza, anche psicologica, dai loro fornitori da non voler ammettere nemmenogli episodi documentati processualmente di cessione dello stupefacente risultanti a loro carico così da essere denunciati per favoreggiamento personale.






Questo è un articolo pubblicato il 31-01-2012 alle 14:14 sul giornale del 01 febbraio 2012 - 1050 letture

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