Voci del Mediterraneo a Civitanova: apre la rassegna Khaled Fouad Allam

Khaled Fouad Allam 2' di lettura 07/11/2011 -

Il Mediterraneo è di scena a Civitanova. Verrà infatti inaugurata martedì 8 novembre alle ore 10.30 presso il Teatro Cecchetti il progetto Concerto per libri e altri strumenti. Ideato e organizzato da OPERAMED Associazione Culturale in collaborazione con Comune di Civitanova Marche – Assessorato alle Politiche Giovanili, Pinacoteca comunale “Marco Moretti” e Biblioteca comunale “Silvio Zavatti”, il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Gioventù e della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.



L'avvio della rassegna avrà un oratore d'eccezione, Khaled Fouad Allam, eminente studioso delle relazioni tra oriente e occidente, protagonista di rilievo della vita culturale pubblica del Mediterraneo, che effettuerà una lectio magistralis per aprire i battenti della rassegna.

Nato a Tlemcen, in Algeria, verso il confine con il Marocco, da madre di origine siriana e padre algerino, dopo aver vissuto in Marocco, Algeria e Francia, si è trasferito e risiede da anni a Trieste e dal 1993 è cittadino italiano. Dal 1994 insegna Sociologia del mondo musulmano all'Università di Trieste e Islamistica all'Università di Urbino. Parlamentare nella precedente legislatura, da anni si occupa di Islam contemporaneo. Editorialista prima de La Stampa, poi di Repubblica, è attualmente editorialista de Il Sole 24 Ore e consulente scientifico delle Fiera del Libro di Torino. Presta la sua expertise presso diversi organismi nazionali e internazionali come il Consiglio d'Europa, l’ Unione Europea e le Nazioni Unite.

Molte le sue pubblicazioni, incentrate sull'approfondimento delle tematiche inerenti ai rapporti tra mondo arabo-islamico ed occidente. "L'immigrazione - secondo Khaled Fouad Allam - è imprescindibile per la stessa costruzione europea, perché veicola tutte le tematiche relative ai diritti, alla questione dell'eterogeneità delle culture e allo spazio pubblico che le diverse culture possono avere nelle odierne democrazie occidentali. Ma questo spazio democratico va costruito, favorendo politiche innovative di integrazione sul piano sociale, politico e culturale. I nuovi diritti di cittadinanza rappresentano nuove forme di lotta in un'Europa già postmoderna. Nell'odierna fase storica, l'Italia sembra trovarsi dinanzi a un bivio: la modernità incompiuta che la sta attraversando può spingere il paese verso coraggiose innovazioni politiche sul piano istituzionale, culturale e sociale, oppure verso tendenze regressive che rischiano di mettere a tacere le speranze di molti”






Questo è un articolo pubblicato il 07-11-2011 alle 16:42 sul giornale del 08 novembre 2011 - 650 letture

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