Università: Scienze della comunicazione, dalla teoria alla pratica

Scienze della comunicazione 2' di lettura 10/08/2011 -

"La nostra Facoltà affronta il tema della comunicazione non come mero strumento di persuasione ma come fenomeno complesso, multidisciplinare, che coinvolge molte aree di studio: economia, storia, sociologia, diritto, informatica, lingue straniere, psicologia, discipline della comunicazione ed altre. Nella nostra Facoltà si studia tutto questo".



Barbara Pojaghi, preside della Facoltà di Scienze della comunicazione di Macerata, smentisce i luoghi comuni che si affastellano su questo tipo di studi, sottolineando come "molti dei nostri laureati hanno trovato lavori non solo coerenti con la Facoltà da cui vengono, ma anche di prestigio e di successo, nonostante il momento difficile dal punto di vista lavorativo".

Quest'anno sarà attivato un corso di laurea triennale, articolato in due curriculum, massa e comunicazione d’impresa, e un biennio magistrale in Scienze della comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità. Per la prima volta sarà anche attivato il servizio di didattica on-line, di supporto a chi non può frequentare.

Nella Facoltà, inoltre, lo studio e l’impegno si coniugano con il piacere di realizzare e veder realizzate idee, progetti, innovazione, come spiega la delegata all'orientamento Ramona Bongelli: "I nostri studenti hanno la possibilità di partecipare ad attività laboratoriali di supporto e approfondimento dei corsi istituzionali. Vorrei ricordare un laboratorio per tutti, quello di “pubblicità” diretto della professoressa Paola Papakristo, dal quale quest'anno è scaturita la campagna dell'Ateneo". Lo spirito pratico si riflette anche nella stipula di due importanti convenzioni con enti pubblici quali l’Inail e l'Associazione Italiana Pubblicitari, di cui la nostra professoressa Gianna Angelini è socio consulente per la regione Marche.

"Il mondo della comunicazione è sterminato quanto complesso – conferma una studentessa, Ilaria Sciadi Adel – E' impossibile non comunicare, diceva Paul Watzlawick. E quindi la domanda, quella fondamentale: se si tratta di un processo totalizzante quanto inarrestabile, come può non costituire una necessità, una urgenza? Perché saper comunicare è di per sé una competenza, un sapere, una scienza".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-08-2011 alle 17:51 sul giornale del 11 agosto 2011 - 742 letture

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