I centri commerciali non sono indifferenti per il commercio del centro

partito democratico 4' di lettura 14/01/2010 - E\' curioso leggere sulla stampa le opinioni del Sindaco il quale pur di giustificare una legittima operazione finanziaria, e quindi pagare il prezzo per la necessaria realizzazione della nuova sede della fiera, disquisisca sulla sicura indifferenza del nuovo centro commerciale rispetto alla tradizionale vocazione commerciale del centro civitanovese.

Stupisce in verità l\'atteggiamento mentale di coloro, tra i quali il Sindaco, che chiudono gli occhi sul serio problema dello sviluppo commericale, poi accusando gli altri di non voler la crescita della città.


Non entro nel merito delle giuste obiezioni tecniche sollevate dal Consigliere Palombini, ma ormai, presa la decisione di realizzare questo grande centro commerciale come unico modo per realizzare il nuovo ente fiera, mi chiedo quali siano le strategie per lo sviluppo commerciale del centro, avvertendo che il restyling del corso, indicato nel recente passato quale soluzione dei mali del commercio, non rappresenta assolutamente la soluzione, mancando a monte di una corretta analisi di settore e di un serio progetto di sviluppo commerciale, che non ci possiamo nascondere è fortemente connesso con un nuovo disegno di mobilità urbana.


Si deve infatti partire da un dato: in genere il successo dei nuovi siti commerciali sta nella multifuzionalità e dalla novità portata della fedeltà del consumatore al luogo (accogliente e facilmente raggiungibile) piuttosto che al punto vendita, e dal fatto che la congestione del centro cittadino, la carente politica urbanistica e la mancanza di spazi, possono portare all\'allontanamento della gente dai centri delle attività commerciali e artigianali in favore delle grandi superfici commerciali extraurbane.


Per evitare che questo trend inaridisca il commercio del centro civitanovese è quindi necessario far leva su politiche urbanistiche atte a decongestionare le zone ed a proporre modelli commerciali favorevoli e riconoscibili, che si orientino nella duplice direttiva dell\'approvvigionamento e dell\'intrattenimento, facendo leva sulla concertazione del pubblico con il privato e quindi addivenire ad un concreto piano di marketing strutturato.


Questo nuovo modo di riconsiderare il centro cittadino, in un\'ottica di rivitalizzazione delle sue vie e quartieri, è conosciuto dalla scienza economica con il nome di Centro Commerciale Naturale (Town Center Management), una forma di aggregazione tra pubblico e privato in cui il prodotto-bene-servizio offerto al mercato, è rappresentato dall\'insieme delle strutture, servizi offerti dal centro-cittadino e le attività imprenditoriali presenti sul territorio Comunale.


Ma cosa serve a Civitanova per creare le basi minime di un Centro Commerciale Naturale?


In primo luogo aggregare soggetti con interessi diversi e a volte contrastanti in un progetto comune, attività che il governo della città ha già dimostrato di non sapere fare;

dare risposte veloci e funzionali in termini di viabilità, identificando tutte le risorse territoriali utili a favorire la fruizione del centro;

infine dare risposte veloci e funzionali per aumentare la vivibilità anche ambientale che influenzi lo stato d\'animo del fruitore-consumatore potenziando la sua predisposizione al consumo.


Sulla necessità di aggregazione si chiede un immediato tavolo di concertazione tra l\'assessorato al commercio e le associazioni di categoria e dei consumatori affinché insieme si organizzi il prodotto-bene-servizio attraverso una comune politica di vendita (l\'identificazione di una strategia di marketing comune, l\'offerta di servizi quali il credito al consumo, coordinare la politica dei prezzi attraverso offerte di vendite cumulative di prodotti dei diversi esercizi commerciali, organizzare eventi di intrattenimento e lotterie sono ipotesi su cui lavorare), per iniziare un percorso che porti a favorire la fedeltà al luogo ed a un originale \"marchio di destinazione\".


Sull\'aspetto della viabilità l\'immediata individuazione di una cintura di parcheggi ai confini del centro (commerciale) che possano rendere comodo la sua fruibilità con una particolare attenzione alle potenzialità dell\'area Ceccotti e dell\'area portuale;

Sotto il profilo della vivibilità la realizzazione di una definitiva ZTL che se servita correttamente potrebbe rendere merito alle necessità dei commercianti.


Certo tutto quanto sopra presuppone una gestione condivisa che nasce da un confronto costruttivo con le realtà imprenditoriali, le associazioni di categoria e dei cittadini presenti sul suo territorio, e quindi la richiesta di una amministrazione più attenta e meno arroccata sulle sue presunzioni. Non si può nascondere la necessità di fonti di finanziamento che però ben potranno essere private e pubbliche, visti i finanziamenti nazionali ed europei destinati alla valorizzazione dei centri commerciali naturali.


Che dire poi del volano economico rappresentato dai flussi turistici che ben potrebbero trovare giovamento in un progetto del genere?

E\' opinione del sottoscritto che l\'unico limite che potrebbe incontrare un progetto del genere è la presunzione e la mancanza di una visione di insieme della politica. Caratteristiche che però non mancanto alla maggioranza che governa la nostra città.


Stefano Ghio

Consigliere Comunale P.D.


da Stefano Ghio

consigliere comunale Pd Civitanova Marche





Questo è un articolo pubblicato il 14-01-2010 alle 19:14 sul giornale del 15 gennaio 2010 - 1231 letture

In questo articolo si parla di partito democratico, pd civitanova marche, stefano ghio





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