Disabili e lavoro, il 68% degli assunti ha un contratto a tempo indeterminato

lavoro 4' di lettura 07/01/2010 - Negli ultimi dieci anni 2.034 persone disabili residenti in provincia di Macerata hanno trovato lavoro attraverso le procedure del “collocamento mirato” svolte dai tre Centri provinciali per l’impiego di Macerata, Civitanova Marche e Tolentino.

Il dato è stato reso noto dal dirigente del settore Politiche del Lavoro della Provincia, Mauro Giustozzi, nel corso di un convegno su “Lavoro e disabilità a dieci anni dalla legge 68”. Legge che, affidando alle Province la gestione pubblica dell’avviamento al lavoro, ha fatto del Centro per l’impiego il “mediatore” tra lavoratore e azienda.

L’indagine statistica sul decennio 2000-2009 ha evidenziato che per il 68% delle persone disabili (1.325) che ha beneficiato del “collocamento mirato” si è trattato di un’assunzione a tempo indeterminato. Questa percentuale varia tra i tre comprensori a cui sovrintendono i tre Centri provinciali. Nell’area di Civitanova Marche tale percentuale di assunzioni a tempo indeterminato ha raggiunto il 76% (571 su 748 assunzioni totali), nel comprensorio di Macerata la percentuale è stata del 58% (433 su 750) e nell’entroterra, su cui opera il Centro per l’impiego di Tolentino, si è arrivati al 60% (321 su 536).

“Un possibile motivo della percentuale più alta raggiunta nel comprensorio civitanovese – ha spiegato Mauro Giustozzi – potrebbe essere dato dal maggior numero di addetti per ogni singola azienda (superiore a 50 dipendenti) che comporta una quota di riserva a favore dei disabili più alta, la cui copertura viene semplificata ricorrendo a contratti a tempo indeterminato”. Come funziona il “collocamento mirato”? Lo ha spiegato al convegno Sandra Giustozzi, responsabile do questo specifico servizio presso il Centro impiego di Macerata. “Si parte – ha detto – dalla valutazione delle attitudini e delle abilità della persona e, abbandonando ogni impostazione di tipo assistenzialista, si getta le basi per collocare il lavoratore disabile al posto giusto affinché possa esercitare al massimo le proprie capacità lavorative. Questo comporta anche un confronto con l’imprenditore che deve assumere e attraverso colloqui di orientamento si definisce una rosa di nomi e di aziende su cui attuare l’incrocio tra domanda ed offerta di lavoro, cercando la reciproca soddisfazione del lavoratore e del datore di lavoro”.

Una procedura che richiede l’applicazione di diverse professionalità (assistenti sociali, psicologi, educatori, sociologi) che affiancano il lavoro dei funzionari amministrativi del Centro per l’impiego.Se nel territorio costiero prevalgono i rapporti a tempo indeterminato, d’altro canto, i collocamenti mirati nei comprensori di Macerata e Tolentino hanno garantito la maggiore stabilità occupazionale nel tempo. Il “report” presentato dal dirigente Mauro Giustozzi, infatti, ha indicato anche la “sopravvivenza” dei contratti a tempo indeterminato che in tutto il territorio provinciale è stata nel decennio 2000-2009 pari al 72%, con una differenza tra le aree geografiche servite dai tre Centri per l’impiego: 65% a Civitanova (373 contratti di lavoro ancora in corso su 571 attivati nel decennio), 77% a Macerata (332 su 433), 76% a Tolentino (245 su 321).


Complessivamente 950 persone disabili su 1.325 stanno ancora lavorando in base al collocamento a suo tempo individuato dal Centro provinciale per l’impiego. L’indagine ha messo in evidenza anche il prevalere del lavoro manuale su quello intellettuale. Su 1.3925 assunzioni a tempo indeterminato 926 hanno riguardato mansioni operaie e 399 mansioni impiegatizie. Infine un dato sul tipo di patologie dei lavoratori disabili occupati: in 1.125 casi si è trattato di collocamento per persone affetta da disabilità fisica, mentre in 200 casi sono stati avviati al lavoro disabili psichici, che necessitano di maggiori azioni di sostegno e tutoraggio nell’ambiente di lavoro.


L’assessore provinciale al lavoro, Andrea Blarasin, ha sottolineato le modalità negoziali tra disabili, imprese e sistema di servizi poste in essere dalla legge 68, che obbliga all’assunzione delle persone con disabilità, disoccupate e regolarmente iscritte nelle liste di collocamento obbligatorio, sia le aziende private sia gli enti pubblici. Ed a questo proposito anche la Provincia di Macerata, rientrando in quest’obbligo per un numero di 8 unità lavorative, ha assolto il compito seguendo le modalità indicate dalla legge per gli enti pubblici e secondo un preciso ordine di priorità.

Il ruolo fondamentale dell’incrocio tra domanda ed offerta di lavoro, svolto dai Centri per l’impiego anche per il collocamento delle persone non disabili è stato sottolineato dal presidente della Provincia, Franco Capponi, nel recente incontro che si è tenuto con i rappresentanti della categorie economiche e delle organizzazioni sindacali per dar corso alla costituzione del Comitato provinciale per lo sviluppo economico. In tale occasione il presidente Capponi ha annunciato l’attivazione di un progetto di riorganizzazione strategica ed operativa dei Centri per l’impiego, la formazione e l’orientamento (CIOF) finalizzato ad accrescere le potenzialità del servizio “incrocio tra domanda ed offerta di lavoro”, quale strumento essenziale per assicurare la massima occupazione e il ricollocamento di coloro che perdono il lavoro. La Giunta provinciale ha destinato a questo scopo risorse per 150 mila euro.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-01-2010 alle 17:30 sul giornale del 08 gennaio 2010 - 1562 letture

In questo articolo si parla di disabili, attualità, lavoro, macerata, provincia di macerata





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