A Pensieroingioco, il ricordo di Franco Volpi

filosofia 2' di lettura 07/09/2009 - Pensieroingioco, il Festival della Filosofia di Civitanova Marche ha reso il suo saluto doveroso a Franco Volpi, il filosofo vicentino scomparso tragicamente il 15 aprile 2009, traduttore e curatore delle opere di Gada­mer, Schopenauer, Carl Schmitt, Rosa Luxemburg e Heidegger, di cui è stato, probabilmente, il mas­simo interprete italiano, specialista del pensiero tedesco e della tradizione aristotelica.

Volpi avrebbe dovuto partecipare come ospite alla tre giorni di Filosofia che ha chiuso la Biennale di Civitanova Marche con Cacciari, Vattimo, Giorello, Marramao e tutti i più grandi filosofi italiani.

Sul palco allestito in piazza della Libertà, il filosofo Umberto Curi e il giornalista Antonio Gnoli hanno ricordato Volpi con commozione e profonda stima. “Nel 1971 – ha detto Curi – si presentò all’Università di Padova per sostenere con me l’esame di Storia della filosofia moderna e contemporanea. Mi colpì il rigore con il quale riuscì ad intavolare un dialogo di grandissimo spessore culturale, che rivelava una competenza filosofica straordinaria.


A distanza di venti anni, andò ad occupare quella stessa cattedra. In Volpi era presente una professionalità in grado eccelso; il suo era un lavoro universitario senza punti esclamativi ed enfasi, all’insegna di impegno e serietà. Non sono stato maestro di Volpi – ha concluso Curi – ma mi è stato maestro col suo esempio per tante cose importanti”.


Parole riprese da Antonio Gnoli che ha definito Volpi un amico importante, sottolineando il senso dell’amicizia come un dono gratuito che ci viene dato senza decidere. Franco – ha detto Gnoli – è stato soprattutto un traduttore (parlava per­fettamente cinque lingue), anche se la sua inquietudine negli ultimi anni era quella di sganciarsi da questa definizione nella quale veniva identificato.


Ma resta di lui un’idea di traduzione come metodo e stile di vita, come un creare ponti tra lingue diverse. E costruire ponti significa cercare di capire cosa ci sia oltre il confine. E’ la traccia più bella che ci ha lasciato e dalla quale ciascuno di noi può ripartire con quel senso di gratitudine che abbiamo ogni volta che abbiamo di fronte una persona eccezionale”.


Volpi è stato poi ricordato anche da Gianni Vattimo, protagonista della lectio magistralis di ieri, e dai molti amici presenti che lo hanno salutato con un caloroso applauso.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-09-2009 alle 15:25 sul giornale del 07 settembre 2009 - 1423 letture

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