Distretto calzaturiero: le criticità della logistica

4' di lettura 01/03/2009 - Ogni anno gli automezzi aziendali delle 4.580 imprese del distretto calzaturiero fermano-maceratese compiono più di 105 milioni di chilometri, con un costo medio vicino ad un euro a chilometro, comprensivo sia degli oneri per il personale, sia dell’ammortamento e dei consumi del mezzo stesso.

Il dato è emerso dall’indagine che l’Università di Camerino ed il Centro Studi Sistema CNA hanno svolto tra le aziende del distretto su incarico delle Province di Macerata ed Ascoli Pieno. I risultati sono stati presentati a Civitanova Marche nel corso di un convegno all’Ente Fiera a cui ha partecipato, tra gli altri, il vice presidente della Regione Marche, Paolo Petrini. L’indagine, illustrata da Flavio Corradini dell’ateneo di Camerino e da Giovanni Dini della Cna, ha permesso di fare una “radiografica” del sistema logistico del distretto calzaturiero, esaminando l’incidenza dei costi sul fatturato aziendale, ma anche – e soprattutto – le ricadute sul sistema sull’ambiente.


Nell’arco di alcuni mesi è stata studiata l’organizzazione logistica di un campione rappresentativo dell’intero comparto calzaturiero, costituto da 98 aziende (86 di piccola dimensione e 12 medio-grandi) distribuite sul territorio del maceratese (47) e del fermano (51). In media ogni azienda, per la movimentazione delle merci, compie oltre mille e duecento viaggi l’anno per complessivi 23 mila chilometri. Più della metà sono viaggi a “corto raggio” (entro i 10 chilometri). Le ore di lavoro per i trasporti sono state calcolate in 767 l’anno per impresa. E da qui è emersa un’altra criticità. Se il sistema logistico fosse ottimizzato, per percorrere tutti i chilometri sarebbero necessari per le 98 imprese del campione, appena 42 unità lavorative. In realtà attualmente gli addetti sono 174. Un esubero rilevante, più del triplo, che - in caso di ottimizzazione dei processi logistici - potrebbe essere impiegato in altre attività aziendali. Una ulteriore criticità del sistema è rappresentata dal carico medio di prodotti lavorati o semilavorati trasportati. E’ emerso che per ogni viaggio viene utilizzata solo un terzo della potenzialità di carico.


Gli analisti della ricerca hanno calcolato che di fronte ad un parco mezzi di 5.168 veicoli presente nell’intero comparto del distretto calzaturiero, ottimizzando carico e percorsi sarebbero necessari appena 1.178 veicoli: cioè 3.990 veicoli in meno (una fila di 20 km) che se tolti dalla circolazione ridurrebbero i costi aziendali, l’inquinamento ambientale (benzina e gasolio sono i carburanti più utilizzati) e anche il rischio di incidenti stradali. L’assessore alle attività produttive della Provincia di Macerata, Daniele Salvi, ha sostenuto la necessità di lavorare tutti insieme per un “distretto che faccia della eco-sostenibilità un elemento chiave della sua innovazione organizzativa e produttiva. Il valore aggiunto di un prodotto calzaturiero già di qualità – ha detto - può essere rappresentato dalla qualità della vita nel territorio di produzione”. In questo contesto l’assessore provinciale ha indicato alcune azioni intraprese dalla Provincia di Macerata, come l’accordo interistituzionale per la bonifica del basso bacino del Chienti, cuore del distretto calzaturiero ed il miglioramento delle infrastrutture viarie ed informatiche in quell’area.


Tra le idee progettuali da sviluppare e su cui impegnarsi, Salvi ha indicato: la costituzione di un centro d’innovazione distrettuale per la ricerca tecnologica che superi e sostituisca i vecchi centri servizi; nonché l’apertura di un Istituto statale superiore del settore moda che aiuti a formare figure tecnico professionali e manageriali in grado di sostenere lo sviluppo del distretto calzaturiero, ma anche gli altri settori produttivi affini presenti nelle Marche, come il tessile –abbigliamento o la piccola pelletteria. Tra le soluzioni proposte dagli autori della ricerca figura la creazione di una “piattaforma informatica logistica” in grado di ottimizzare i percorsi, migliorare il parco automezzi (veicoli meno inquinanti) sperimentandola inizialmente proprio nelle 98 aziende che sono state oggetto della ricerca. Le due Province possono per questo chiedere un finanziamento europeo che permetterebbe di avviare un miglioramento “eco-sostenibile” del sistema produttivo calzaturiero, “con benefici – ha sottolineato il vice presidente delle Regione, Petrini – anche per la competitività delle singole aziende”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-03-2009 alle 15:06 sul giornale del 02 marzo 2009 - 883 letture

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