Diritti ai cani: hanno un\'anima

cani 4' di lettura 19/12/2008 - Alcune settimane orsono è comparsa una dichiarazione del sottosegretario alla Salute, on. Francesca Martini, che in questo momento di crisi può lasciare allibiti: \"Un tempo, anche delle donne si diceva non avessero un\' anima. Ebbene, un giorno apparirà evidente che non solo uomini e donne, ma anche i nostri amici animali hanno un\' anima. Nell\'attesa, faremo in modo che i cani possano essere seppelliti in un luogo pubblico\".

Da questa argomentazione la sottosegretaria ha tirato anche una deduzione; l\'istituzione della mutua per i cani poveri: \"Non è giusto che solo i ricchi possano permettersi un cane. C\'è una proposta bipartisan, appoggiata anche da sinistra, per dare alle persone sole e alle famiglie disagiate pacchetti sanitari gratuiti per la salute dei loro piccoli amici\".


Insomma una mutua anche per cani! La battuta sarebbe molto facile ed io mi astengo. Ma una riflessione sorge in me, giovane madre: il cane (con tutto il rispetto dovuto per gli animali che sono all\' oscuro di queste disquisizioni filosofiche-teologiche e sanitarie) è più importante del bambino. Quando vado all\'ospedale devo pagare ticket costosi per le visite del bambino, ma, suvvia, ai cani è giusto fornire cure mediche gratuite. E\' necessario, perché -prosegue la sottosegretaria: \"Cani addestrati da millenni a difendere li territorio, cioè la casa, e il padrone\". Ha ben ragione: il cane ci difende, mentre il bambino va difeso. E\' una rivoluzione copernicana! Poi è poca importanza se in questo periodo di crisi le famiglie perdono il lavoro e le giovani coppie non lo riescono a trovare; è poca cosa se le famiglie non riescono ad arrivare con il loro stipendio a metà mese, perché sono attanagliate dai mutui. E\' cosa irrilevante se il costo delle case è irraggiungibile per una onesta famiglia italiana.


E\' altrettanto poca cosa se nella finanziaria e nei bilanci locali alla famiglia tocca solo le briciole, che una volta si davano ai cani. Ora le briciole si danno alle famiglie. Infatti basta vedere cosa prevede la legge 133/2008 per le famiglie con persone con disabilità; per esempio il diritto alla maggiorazione a 1000 € non viene riconosciuta se il portatore di handicap non sia il figlio a carico. Me se cerchiamo di addentrarci nello specifico scopriamo che il Bonus per famiglie a basso reddito è destinato all\'82% a famiglie di uno o due componenti (quindi nella generalità senza figli) e con redditi doppi rispetto alla soglia di povertà.


Dai dati forniti nei giorni scorsi dal \'Sole 24 Ore\', risulta infatti che 6,5 milioni di famiglie con uno o due componenti e con soglie di reddito doppie rispetto alla soglia della povertà relativa indicata dall\'ISTAT, usufruiranno della grossa fetta (1,6) dei 2,4 miliardi di euro (esattamente: 2.313.450.000 €) destinati dal Bonus straordinario, mentre la famiglie con figli staranno ancora a guardare, a meno che non siano estremamente povere. Ed anche per quanto riguarda la \'social card\' si lascia solo briciole a poche famiglie con bambini sotto i 3 anni, visti i limiti di redditi bassissimi (6.000 € di ISEE) previsti per quest\'ultimi. Infine il costo effettivo della social card è circa 50 centesimi a pezzo (costo fornito dagli emittenti); il circuito di pagamento chiede una percentuale all\'esercente, che in media è circa del 2% del pagamento stesso; ed infine per quanto riguarda la ricarica, le commissioni normalmente applicate dalle Poste ammontano a 1 euro a ricarica.


Tirando le somme, senza considerare i costi delle lettere inviate agli italiani (ancora una volte le Poste ringraziano), circa 7,5 milioni di euro si perdono lungo il tragitto che porta i 40 euro al mese nelle tasche delle famiglie. Invece bastava poco per rendere giustizia alla famiglia, attraverso l\'introduzione il Basic Income Family, (Reddito Familiare di Base) che è la tassazione calcolata sul reddito disponibile, deducendo le spese per il mantenimento delle persone a carico. Ancora una volta non si capisce perché la politica italiana voglia aiutare chi ha gli animali e se la può cavare, non avendo carichi familiari da sostenere, e si continui ad ignorare il grido di aiuto di chi non ce la fa ad adempiere ai propri compiti di cura, cioè la famiglia.






Questo è un articolo pubblicato il 19-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 18 dicembre 2008 - 851 letture

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