Mitilicoltura, settore in espansione nell\'economia costiera

4' di lettura 15/12/2008 - Uscirà prima di Natale il bando della Regione Marche che prevede contributi per 1,76 milioni del Fondo europeo per la pesca 2007-2013 da destinare agli investimenti nel settore della mitilicoltura, che produce cozze, e dell\'acquacoltura, che riguarda pure vongole, crostacei, pesci allevati anche in acqua dolce, con un cofinanziamento pubblico del 40%.

Il settore, nelle Marche, com\'è stato spiegato durante il convegno \"Le problematiche igienico-sanitarie nella mitilicoltura\", organizzato dalla Provincia di Macerata (assessorato all\'agricoltura) insieme a Federcoopesca e a Lega Pesca Marche all\'Hotel Miramare di Civitanova Marche (Mc), ha subito negli ultimi anni un notevole incremento produttivo.


Un\'ulteriore crescita, per la maricoltura, potrebbe arrivare dall\'allevamento delle ostriche, che - ora in fase sperimentale nel compartimento di Pesaro, il secondo per superficie dopo Ancona e prima di San Benedetto del Tronto (Ap) - comprende anche Civitanova Marche e la costa del maceratese. \"Bisogna approfittare di ogni opportunità di finanziamento europeo - ha detto il presidente della Provincia, Giulio Silenzi, intervenuto insieme all\'assessore Paola Cardinali - per sviluppare anche qui da noi questo settore\". Ai numerosi operatori presenti, Silenzi ha annunciato che la Provincia mette a disposizione le proprie competenze (da due anni c\'è un Ufficio Europa all\'interno del Dipartimento Attività produttive e Lavoro) allo scopo di aiutare ed indirizzare le associazioni di categoria e le imprese per accedere al meglio ai vari finanziamenti e progetti europei.


Nel luglio 2008 è stato approvato dal Consiglio regionale il nuovo Piano di concessione demaniale che prevede l\'ampliamento degli impianti di molluschicoltura favorendo la diversificazione delle specie prodotte e la razionalizzazione dei controlli per la tutela del prodotto e del consumatore. Un Piano che impegna le imprese ad una sempre maggiore attenzione agli aspetti igienico-sanitari del prodotto, controllati dalle aziende sanitarie; controlli delle tossine e delle biotossine che possono essere dannose o meno per le persone.


\"Queste tossine - ha ricordato Paola Cardinali, assessore all\'Agricoltura e alla Zootecnia della Provincia di Macerata, che ho promosso il convegno a Civitanova - sono spesso provocate dall\'inquinamento delle acque dei fiumi che arrivano al mare, dove ci sono gli allevamenti. Dobbiamo lavorare tutti insieme, amministrazioni pubbliche e sanitarie ed operatori, perché il controllo sull\'ambiente parta dalle aree di montagna per giungere fino a quelle di mare, sulle coste. Come Provincia, siamo già impegnati ad attuare un monitoraggio sugli scarichi nei fiumi e a mare ma credo che dobbiamo creare un sistema integrato con quest\'obiettivo comune\".


La Provincia, inoltre, ha detto la Cardinali, \"riproporrà una nuova edizione del progetto Oasis, che ha lo scopo di contrastare il declino della pesca e di contribuire a preservare e valorizzare la biodiversità nell\'area costiera dell\'Adriatico centro meridionale sviluppando azioni comuni d\'intervento per la gestione integrata delle risorse ittiche, azioni in cui intendiamo coinvolgere sempre più gli operatori del settore perché dobbiamo fare in modo che non ci siano elementi inquinanti che possano arrivare fino a noi attraverso la catena alimentare\".


Le cooperative dei mitilicoltori e i responsabili regionali di Federcoopesca, Galliano Micucci, e di Lega Pesca, Simone Cecchettini, fiduciose sui controlli effettuati dalle strutture sanitarie, hanno sottolineato la necessità di una revisione sui parametri legati ad alcune tossine, risultate non nocive per la salute umana, in modo tale da conciliare il rispetto del diritto alla salubrità di tutti i consumatori con le necessità dello sviluppo economico. Anche se sulla presenza di tossine nei mitili, alcuni tipi possono provocare danni gravi alla salute, l\'Unione europea non abbassa la guardia e continua la ricerca scientifica specialmente su quelle nuove arrivate con le navi che solcano i mari tropicali.

Nella mitilicoltura marchigiana, nel 1999, c\'erano 6 imprese con 5 impianti di produzione, con 18 addetti e 6 imbarcazioni, 55mila metri di coltivazione, 1.000 tonnellate circa di prodotto. Nel 2007 erano attive 12 aziende con 15 impianti, saranno 19 nel 2009 perché hanno richiesto la concessione, con 304mila metri di filari coltivati, 5.472 tonnellate di mitili prodotti da 54 addetti con 14 barche. Nel 2008, si prevede una produzione di 6-7mila tonnellate. Quindi il comparto si sta continuamente espandendo. Il problema - come sottolineato nel convegno a Civitanova - è che questo prodotto è pagato all\'impresa solo 68 centesimi, in media, il chilo. Le imprese dovranno, inoltre, migliorare i fattori carenti del settore, che sono la commercializzazione, la necessità di creare consorzi ed aggregazioni fra imprese per dare stabilità ai prezzi e per una produzione programmata e regolata.


Nella sala convegno dell\'Hotel Diramare erano preseti numerosi operatori del settore e ricco di spunti è stato il dibattito. Tra i presenti anche i consiglieri provinciali Umberto Marcucci di Civitanova e Massimo Montali di Porto Recanati.

Nella foto, un momento del convegno








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 15 dicembre 2008 - 1249 letture

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