In teatro \'Il bello degli animali è che ti vogliono bene senza chiedere niente\'

cuccioli di cane in cesto 3' di lettura 13/12/2008 -  
Martedì 16 dicembre debutta al Teatro Cecchetti di Civitanova Marche in prima assoluta Il bello degli animali è che ti vogliono bene senza chiedere niente, testo di Rodrigo Garcìa che arriva sulle scene per la prima volta nella lettura del regista Massimo Di Michele e per l\'interpretazione di Pier Giuseppe Di Tanno, Cristina Gardumi, Roberto Marinelli (attore civitanovese) e Francesco Villano. Dopo la prima di Civitanova lo spettacolo fa tappa il 18 dicembre al Cine Teatro Italia di Macerata.


Lo spettacolo - prodotto da Ima®gini in collaborazione con Amat e Teatri di Civitanova - vede la luce proprio a Civitanova dopo un periodo di prove che si sono svolte al Teatro Annibal Caro e al Teatro Cecchetti nell\'ambito del progetto \"Civitanova Casa del Teatro\" che prevede - su iniziativa del Comune di Civitanova Marche, dei Teatri di Civitanova e dell\'Amat - una serie di residenze presso le strutture di Civitanova: l\'attrezzata Foresteria Imperatrice Eugenia nelle immediate vicinanze del Teatro Annibal Caro.



Rodrigo Garcia è un\'artista che fa riferimento alla parte più innovativa del teatro europeo, l\'ultimo grande guastatore, la nuova star dei festival, il perturbatore delle coscienze, così la cronaca descrive il suo estremo fare teatrale. Provocatorio, capace di mescolare con humor e salutare insolenza vari linguaggi, Rodrigo García - artista attento alla parola dirompente, eversore delle convenzioni del teatro - è oggi uno dei personaggi chiave della scena teatrale internazionale.



Nello spettacolo presentato a Civitanova e Macerata tre uomini e una donna parlano di vita, morte e di quello che ci passa in mezzo. \"Si conoscono? Sono amici? Perché si trovano nello stesso posto? Non si sa\" scrivono Massimo Di Michele, Roberto Marinelli e Cristina Gardumi nelle note allo spettacolo - \"il fiume dei loro discorsi sembra inarrestabile, al punto che ci si chiede se nasca da un effettivo desiderio di dire qualcosa agli altri o da un puro e semplice bisogno di parlare, di dare fiato a qualsiasi pensiero. Le conversazioni si snodano attraverso ogni argomento possibile: i soldi, il sesso, l\'amicizia, la famiglia e tutte le relazioni umane, l\'amore in primis, per se stessi e per gli altri, gli animali, la malattia e la morte. A tratti il fiume li avvolge e finisce per chiuderli in loro stessi, trasformandoli in isole monologanti.


In questi momenti rimane fortissima la sensazione che il loro desiderio di comunicare è in effetti un volersi comunicare, paragonabile a quello di quattro pazienti nel pieno di una seduta di terapia di gruppo: il luogo per eccellenza in cui si prescrive la strumentalizzazione dell\'altro come unico mezzo per dialogare con sé stessi. Il bello del testo di Garcìa è che questo percorso umanissimo attraverso la società di oggi e le sue varie malattie viene portato avanti in modo accuratamente chirurgico, sì, ma sempre ironico corrosivo e dissacrante. I miti contemporanei vengono messi alla gogna analizzati con un coltello in una mano e una piuma nell\'altra, ferendo e divertendo al tempo stesso. Portando a galla domande inevitabili a cui è ancora troppo difficile dare una risposta. La più pressante: fino a che punto siamo consapevoli di mentire costantemente a noi stessi?\"



Informazioni: Teatro Rossini 0733 812936, Teatro Cecchetti 0733 817550, Amat 071 2072439, www.amat.marche.it .
Inizio spettacoli ore 21.15.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 15 dicembre 2008 - 1079 letture

In questo articolo si parla di teatro, spettacoli