Dal parco della rimembranza a quello eolico fino al parco agrario

2' di lettura 11/12/2008 -

Guido Colombo nel suo \"Dizionario d\'urbanistica\" definisce il parco come



A seconda dell\'interesse e dell\'ampiezza, i parchi si distinguono in comunali, comprensoriali, regionali e nazionali>. L\'urbanista definisce poi il concetto dinamico, dove cioè si verifica una continua antropizzazione equilibrata, che in maniera ambigua ora viene definita sviluppo sostenibile. L\'autore cerca anche di classificare i parchi e le riserve naturali fino ai giardini delle ville.


Queste alcune considerazioni per meglio capire l\'origine della poetica denominazione di parco eolico. La denominazione deriva forse dal fatto che questi alti pali vengono impiantati proprio come gli alberi, anche se su consistenti fondazioni e quindi, a differenza delle essenze arboree, installati con un accrescimento già definito in decine di metri. Comunque credo che il termine parco venga utilizzato in maniera figurata almeno dagli anni Venti, quando i reduci della prima Guerra mondiale vollero ricordare a futura memoria i camerati caduti nell\'immane conflitto con appositi monumenti. Sorsero così quelli alla Vittoria di Macerata e di Tolentino, monumentali, foscoliani e con funzione di quinta al campo sportivo, e quello dedicato all\'Eroe della Trincea delle Frasche posto in un arengario al centro della piazza metafisica di Corridonia.


Tra i vari monumenti ai caduti e lapidi varie con nomi dei combattenti, ecco spuntare per la prima volta luoghi della memoria meno imponenti ma altrettanto significativi e carichi di pathos denominati parchi, come il \"Parco della Rimembranza\" a Porto Recanati, dove ogni caduto venne ricordato con un apposito pino. Di questo singolare luogo del ricordo si sta perdendo il significato simbolico e anche il toponimo della piazzetta che si apriva dal corso alla fabbrica dei cementi Scarfiotti. Eppure il parco sta lì accanto a Palazzo Volpini e funge da diaframma al cosiddetto borgo marinaro, con i pini che si stagliano dritti verso il cielo nonostante il vento e la salsedine. Anche quello di Montelupone credo sia uno dei parchi più interessanti in quanto si trova dentro le mura ed è composto da un piccolo monumento inserito in un delizioso giardino con tanto di palme esotiche.


Ritornando al significato allegorico di parco sono nate ultimamente nuove specie eufemistiche quanto fantasiose che vanno dal parco letterario al parco della resistenza, dal parco dell\'amore fino al parco eolico. Ora qualcuno in provincia ha coniato una nuova definizione tanto allegorica quanto fantasiosa: un \"parco agrario\" a tutela dell\'Abbazia di san Claudio. Forse sarebbe stato più divertente chiamarlo parco ortofrutticolo. Visto che la diocesi di Fermo, proprietaria delle terre dell\'abbazia, pratica da quelle parti una cultura intensiva di cavolfiori e finocchi.






Questo è un articolo pubblicato il 11-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 11 dicembre 2008 - 1013 letture

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