Sanità: al via la sperimentazione dell\'Area Vasta a Macerata

4' di lettura 07/12/2008 - Il Piano Sanitario 2007 – 2009 traduce in concreto un nuovo modo di fare salute a vantaggio dei cittadini attraverso un forte impegno nel contrasto di sprechi e disfunzioni.

L’approccio metodologico generale del Piano prevede l’implementazione di soluzioni da declinare in progetti operativi a livello di area vasta, intesa come ambito ottimale di intervento per garantire il miglior funzionamento del sistema sanitario regionale a copertura dei bisogni della popolazione. L’insieme delle azioni di intervento si traducono nella realizzazione di sperimentazioni gestionali e di studi di fattibilità che, nell’ambito di ciascuna area vasta e con il coinvolgimento delle Aziende, permettano di creare le condizioni per concretizzare le azioni strategiche individuate.


In questo contesto sono state avviate le sperimentazioni per l’integrazione degli ospedali di Pesaro e Fano a nord della regione e di Ascoli e San Benedetto a sud. L\'integrazione tra ospedali vicini è infatti essenziale per aumentare l\'accessibilità e la qualità delle prestazioni, con ricadute positive sul contenimento delle liste di attesa. Raccordare l\'attività e l\'assistenza ospedaliera su scala sovracomunale favorisce, inoltre, il migliore utilizzo delle risorse disponibili e il contenimento della mobilità passiva verso i servizi ospedalieri extraregionali. Allo stesso modo è stato inaugurato oggi il progetto di interesse regionale “Modello sperimentale di organizzazione nell’area vasta 3 delle reti clinica, sociosanitaria, emergenza-urgenza, prevenzione e servizi di supporto”. Il via libera è arrivato dopo una riunione all’assessorato alla Salute tra l’assessore Almerino Mezzolani, il dirigente del Servizio salute Carmine Ruta, il direttore generale dell’Asur Roberto Malucelli, il direttore della zona territoriale di Civitanova Marche Pierpaolo Morosini, di Macerata Piero Ciccarelli e di Camerino Pierluigi Gigliucci. “La sperimentazione – spiega Mezzolani - coinvolgerà circa 3.500 professionisti e una popolazione di 330mila cittadini tra Civitanova, Macerata e Camerino.


L’avvio del nuovo sistema di baserà su una logica di sussidiarietà a partire da funzioni ed attività per le quali le condizioni organizzative consentano una realizzazione più rapida ed efficace in costante raccordo con il Servizio Salute. Il percorso intrapreso dovrà svolgersi all’interno degli obiettivi definiti dal Piano sanitario e delle compatibilità economiche previste. Le risorse infatti sono quelle già assegnate ai budget delle singole zone, senza ulteriori aggiunte. I punti significativi del riordino di ciascuna delle reti interessate dovranno realizzarsi il primo semestre della sperimentazione, da implementare poi nell’anno successivo. Tutto ciò avverrà con il coinvolgimento dei soggetti istituzionali e delle forze sociali interessate”. L’esigenza della sperimentazione del modello organizzativo in area vasta nasce sia dalla necessità di dare attuazione ai contenuti del PSR che dall’analisi di alcune criticità presenti nell’attuale assetto organizzativi. “In particolare – spiega il dottor Ruta – c’è la necessità di implementare percorsi diagnostici/terapeutici integrati con il paziente e l’obiettivo di individuare standard di riferimento clinici. Il programma di organizzazione in area vasta deve privilegiare, partendo da analisi condivise, la creazione delle reti indicate dal PSR consentendo di migliorare l’efficacia e l’efficienza gestionali delle singole zone territoriali e dare compiuta attuazione al ruolo dell’Azienda sanitaria unica regionale.


Le attese economiche e finanziarie si riferiscono alla gestione della mobilità passiva e alla cessione di servizi intra e al governo del personale, dei beni e dei servizi. In termini di innovazione vogliamo garantire – prosegue Ruta – l’attività formativa, la revisione dei processi organizzativi, nuove forme di assistenza e la realizzazione di investimenti strutturali e tecnologici”. Secondo il progetto, eventuali economie di scala dovute alla reingegnerizzazione dei servizi e/o dei processi, saranno reinvestite nell’area vasta, costituendo di fatto quota parte del budget delle zone oggetto della sperimentazione medesima con la finalità di conseguire miglioramenti qualitativi e quantitativi dell’assistenza erogata. “Tale meccanismo – conclude Mezzolani – sarà in grado di stimolare il coinvolgimento di tutti i professionisti interessati, che vedranno riconosciuto il merito e la responsabilità di cui sono capaci, potendo toccare con mano il miglioramento delle condizioni di lavoro, in termini economici, di attrezzature, di personale di sicurezza, realizzato grazie al loro impegno”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 09 dicembre 2008 - 841 letture

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