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“Non si perda tempo sulle misure da adottare per il contenimento del contagio da Covid all’Hotel House di Porto Recanati. I dati a disposizione sul contagio sono sufficienti perché Regione e Comune attivino, senza indugi, un cordone sanitario per tutelare i residenti del complesso e tutta la popolazione di Porto Recanati e delle aree limitrofe”.



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“Da maceratese, figlio di medico anestesista ho cercato di fare qualcosa per rendere un po’ più sicuro il lavoro dei medici di base, per quello che è possibile da singolo cittadino, donando protezioni individuali come visiere e camici di cui sono carenti. Stanno rischiando di essere il soldato Ryan nella lotta alla pandemia: esposti in massa alla potenza di fuoco del Covid-19 senza nemmeno la parvenza di adeguati giubbotti anti-proiettili”.


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Una zona franca, un asse ospedaliero strategico che unisce le città di Cingoli e di Matelica. E’ quanto immaginato dai consiglieri regionali della Lega, Sandro Zaffiri, Mirco Carloni, Marzia Malaigia e Luigi Zura Puntaroni, nell’ottica di organizzare al meglio la grande sfida al coronavirus.


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“Fuori la politica dagli ospedali! Il PD che ha smantellato la sanità marchigiana ora la occupa in piena emergenza Covid19 con la scusa di supportare il disagio degli operatori sanitari e (testuale) ‘aiutarli nel problem solving’. A Civitanova e Camerino (che è anche nel cratere sismico) chiusi in fretta e furia reparti essenziali e poi usare gli spazi per aprire sportelli “per consulenza, supporto psicologico e mediazione dei conflitti a favore dei dipendenti dell’ospedale”?. Se il PD maceratese vuol fare una buona azione chieda al suo governo di sbrigarsi nel fornire mascherine ‘vere’ e non inutili panni di stoffa, dispositivi di protezione individuali, respiratori e quanto necessario a medici, infermieri, OS e tutti quelli che stanno in trincea mentre loro pensano alla campagna elettorale. E chieda pure di occuparsi urgentemente della tragedia che si sta materializzando nella RSA di Cingoli, che ha la necessità di isolarsi e trasformarsi in ospedale”.