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    dot Ancona: sciopero della giustizia, picchetto davanti al tribunale

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    La RdB Pubblico Impiego ha indetto, insieme a FP CGIL, UIL PA e FLP, lo sciopero nazionale dei lavoratori giudiziari per venerdì 5 febbraio. Sono previste manifestazioni in tutte le Corti d’Appello d’Italia.

    Nelle Marche si svolgerà ad Ancona l’iniziativa promossa dalle organizzazioni sindacali. L’appuntamento è per le ore 10,00, quando insieme ai lavoratori che aderiranno alla manifestazione terranno un presidio presso il piazzale antistante il Tribunale in Corso Mazzini. La RdB torna nuovamente a scioperare perché di fronte i problemi della giustizia l’amministrazione ha proposto un contratto integrativo che in cambio di un “piatto di lenticchie” ci dequalifica, non riconosce la professionalità acquisita e introduce massima flessibilità nelle mansioni.

    “Vogliamo che il 5 febbraio debba essere la giornata di protesta di tutti i lavoratori della Giustizia per sollevare finalmente la testa e dire basta” dichiara Luigi Curcetti della RdB P.I. -settore Giustizia delle Marche …... “è rimasto inascoltato, infatti, il grido di allarme che la RdB P.I. ha lanciato in questi anni: se non si investe riqualificando il personale e i servizi, se non si investe in nuove assunzioni, se non si investe in tecnologia adeguata e nelle strutture edilizie, si arriverà al collasso”. Quindi nessuno stupore se nel rapporto sull’efficienza dei sistemi giudiziari, della Banca Mondiale, l’Italia si colloca al 156° posto su 180, dopo il Gabon e sorpassando di poco il Bangladesh.

    “Fino ad adesso – aggiunge Curcetti - abbiamo ricevuto solo tagli di risorse, blocco del turn over che di fatto hanno agevolato l’esternalizzazione e la privatizzazione del servizio e riforme realizzate a costo zero. In questo contesto il processo breve si inserisce con tutte le sue contraddizioni. Dal punto di vista di chi opera negli uffici giudiziari, infatti, con il personale ed i mezzi che sono effettivamente a diposizione, il risultato sarà quello di un’amnistia mascherata perché di investimenti non se ne parla”! “Dobbiamo pretendere che ci mettano in condizione di dare al cittadino un servizio efficace ed efficiente; dobbiamo farci dare il conto di quanti soldi sono stati sperperati in appalti, consulenze e mancate informatizzazioni, visto che hanno esclusivamente arricchito le aziende private e lasciato invariata la tecnologia negli uffici creando solo precariato, ed infine dobbiamo pretendere il pagamento e il riconoscimento della nostra professionalità”, conclude il dirigente RdB P.I.
    da RdB/CUB Marche