Rossi sullo scontro sulla Giornata contro la violenza sulle donne: "ostracismo contro il Centro Antiviolenza"

violenza sulle donne 4' di lettura 30/11/2020 - Nella polemica sulla “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, tra Pd e l’assessora Capponi, il problema sostanziale non è l’amnesia o l’apatia dell’amministrazione comunale nei confronti di questo argomento.

Che la sensibilità della Capponi e della giunta Ciarapica sia tesa ad una figura femminile di “altri secoli”, donna in quanto esclusivamente madre e moglie, assolutamente eterosessuale, in linea con il pensiero del vicario del Vescovo di Macerata che “invita alla sottomissione”, non è una novità: è ovvio che, quando i riferimenti sono Adinolfi, Amato o Pillon, non può esservi molto interesse per questa ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite più di venti anni fa.

Il problema è culturale, e quindi politico, ma, come spesso capita avendo a che fare con l’arroganza di questa maggioranza di governo diventa un problema personale. Perché al ritardato evento organizzato dal Comune per il 3 dicembre non è stato invitato ad intervenire, vista “la collaborazione continua”, parole della Capponi, un referente del Centro Antiviolenza? Chi meglio del Centro Antiviolenza, gestito dalla cooperativa “Il Faro” ma la cui titolarità appartiene all’Ambito Territoriale Sociale, che offre attraverso gli sportelli antiviolenza diffusi nel territorio provinciale servizi come colloqui di assistenza, percorsi di uscita e accoglienza in case rifugio, percorsi di reinserimento sociale, assistenza legale civile e penale, potrebbe permettersi di dare un contributo competente e concreto in un appuntamento come quello organizzato per il 3 dicembre?

L’assessora ha il brutto vizio di dire bugie ed anche in questo caso non si smentisce: in effetti a me risulta che la collaborazione tra la Capponi, il suo assessorato e il Centro Antiviolenza dell’Ambito è tutt’altro che continua, anzi posso dire con fondatezza che è quasi inesistente, se non fosse per qualche sporadico contatto finalizzato ad aggiornamenti statistici. In effetti mi accorsi di questa indifferenza, da parte della Capponi, in occasione dell’incontro dell’anno scorso, 6 novembre 2019, promosso dalla cooperativa “il Faro” in collaborazione con Coop Alleanza 3.0 e con la Commissione Regionale Pari Opportunità, al quale fu invitata anche l’assessore Capponi che ingiustificatamente disertò senza neanche preoccuparsi di delegare qualcuno per la presenza istituzionale. Qualche giorno dopo, forse per ricucire i rapporti, sicuramente per ovviare alla solita dimenticanza, la Capponi si accodò (nell’unica reale occasione di “collaborazione”) ad un altro evento organizzato da “Il Faro” in occasione della Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne, la proiezione del film “La vita invisibile di Euridice Gusmao”, invitando la cittadinanza a nome dell’assessorato alle Pari Opportunità: ed il fatto che la proiezione avvenne al cinema Conti anziché in una delle strutture del

Comune la dice tutta sulla “maternita’” dell’evento.

A conferma dell’indifferenza della Capponi per il Centro Antiviolenza devo ricordare che, come quest’anno, anche nel novembre 2018, evitò di invitare “Il Faro” all’incontro “Violenza di genere o violenza in genere?” in cui però erano presenti, così come oggi, il legale dello sportello del Comune “Informadonna” e uno psicoterapeuta delle Praxis, l’associazione che gestisce, per conto e con i contributi del Comune, l’Informadonna.

Ed ecco che arriviamo al punto. Perché tentare, evidentemente, di trasformare lo sportello “Informadonna”, gestito dall’associazione Praxis, che nasce con un fine puramente informativo, in qualcosa che già esiste, è proposto dall’Ambito Territoriale Sociale ed è radicato nel territorio con funzioni specifiche in termini di recupero e sicurezza delle vittime, cercando di raccontare favole che si limitano, a leggere bene le dichiarazioni della Capponi, a qualche corso formativo e di autodifesa? Al di là della propaganda, quali sono i risultati effettivi del Progetto Danae? Qual è il vero problema? Perché questa indifferenza nei confronti del Centro Antiviolenza? Lo sportello Antiviolenza è nato più di cinque anni fa da una idea di quella che allora si chiamava Coop Adriatica, oggi Coop Alleanza 3.0, ripresa poi dall’Ambito Territoriale Sociale che è un’aggregazione tra Comuni del territorio. Questo ostracismo nei confronti del Centro Antiviolenza è fondato su un pregiudizio politico o c’è dell’altro?

Mi aspetto dalla Capponi delle risposte serie a riguardo, così come aspetto ancora, da lei e dalle cofirmatarie della risposta alle polemiche sollevate da Mirella Franco, visto che parliamo di violenza contro le donne, una reazione alle, ormai tristemente famose, invettive (squallidi epiteti!) del vicesindaco Troiani nei confronti di Luciana Litizzetto, Laura Boldrini, Ilda Bocassini, Lucia Annunziata, Cecile Kyenge, Sabrina Ferilli, Franca Rame.

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da Pier Paolo Rossi
Civitanova Cambia





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-11-2020 alle 17:15 sul giornale del 01 dicembre 2020 - 280 letture

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