Covid: 67 mila contagi sul lavoro di cui 1.641 nelle Marche. CGIL: "Confusione e ritardi sulla tracciatura"

operaio con mascherina 3' di lettura 25/11/2020 - Oltre 67 mila contagi da Covid sul posto di lavoro in Italia tra la fine di gennaio e il 31 ottobre cui 1.641 nelle Marche dove si registrano 180 casi in più rispetto al mese precedente. È quanto emerge dai dati dell'INAIL relativi agli infortuni denunciati, elaborati dalla Cgil Marche. Sono le donne quelle più colpite e rappresentano il 69,6% dei contagiati.

“Dopo il rallentamento post lockdown, con la seconda ondata della pandemia tornano a crescere i contagi sul lavoro”, dichiarano Daniela Barbaresi, Segretaria Generale CGIL Marche e Giuseppe Santarelli, Segretario regionale CGIL Marche, responsabile della salute e sicurezza sul lavoro.

Infermieri, medici, operatori socio-sanitari, operatori socio-assistenziali e personale non qualificato dei servizi sanitari sono i più colpiti dal contagio. Infatti, il settore più interessato ai contagi è quello della sanità e dell’ assistenza sociale e cioè ospedali, case di cura e di riposo, dove si concentra il maggior numero dei contagi denunciati. Seguono altre amministrazioni pubbliche, attività di trasporto e magazzinaggio (corrieri, conduttori e impiegati) e servizi alle imprese (addetti alle pulizie, vigilanza, ecc.) e attività manifatturiere.

Le province più colpite sono quelle di Pesaro e Urbino, con il 36,2% dei casi e quella di Ancona, con il 31,6%, seguite da Macerata, con il 18,8%, Fermo, con l’8,6% e Ascoli Piceno con il 4,8%.

A livello nazionale, i morti sul lavoro da Covid sono stati 332, soprattutto uomini, a differenza da quanto avviene per i contagi complessivi che colpiscono maggiormente le donne, e sono concentrati nella fascia di età over 50. Nelle Marche, i morti sono stati 12, pari al 3,6% del totale nazionale.

Continuano Barbaresi e Santarelli: “auspichiamo tutti che si possa tornare presto alla normalità ma, proprio per questo, ora è necessario che ognuno faccia la propria parte affinchè in ogni luogo di lavoro, a partire dal sistema sanitario, oggi di nuovo in forte difficoltà, vengano adottate tutte le misure di sicurezza necessarie a garantire la sicurezza di tutto il personale. Peraltro occorre infatti ricordare che sono 622 gli operatori sanitari attualmente in isolamento domiciliare.”

E ancora: “i protocolli aziendali di sicurezza anticontagio sono fondamentali ed è necessario che vengano rispettati e implementati, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei casi di positività, di quarantene derivanti dai contatti tra persone”.

Concludono Barbaresi e Santarelli: “ci vengono segnalati, anche nelle ultime ore, molti casi di conviventi di persone con sintomi che, lasciate per giorni in attesa di essere sottoposte a tampone, rimangono senza indicazioni precise sulla necessità di restare in isolamento con tutte le conseguenze legate alla loro condizione di lavoro e ai rischi per la collettività. Per questo, chiediamo alla Regione e all’ASUR di conoscere quali sono attualmente gli atti che regolano le procedure di tracciamento dei contatti e la gestione dei casi di positività nei luoghi di lavoro, per garantire innanzitutto coerenza e uniformità nel loro trattamento ed evitare il diffondesi di focolai nei luoghi di lavoro”.

Denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 pervenute all'INAIL nelle Marche

(periodo gennaio- 31 ottobre)

Ancona

Ascoli P.

Fermo

Macerata

Pesaro U.

Totale Marche

%

Donne

342

55

85

221

439

1.142

69,6%

Uomini

177

24

56

87

155

499

30,4%

Totale

519

79

141

308

594

1.641

100,0%






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-11-2020 alle 15:28 sul giornale del 26 novembre 2020 - 334 letture

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