Marche in zona arancione, Acquaroli critico: "Obbediamo, ma scelta arrivata senza alcuna condivisione con la Regione"

5' di lettura 14/11/2020 - «Obbedisco», disse Garibaldi al generale La Marmora mentre risaliva lo Stivale alla testa dei suoi Mille. «Obbedisco», ripete Francesco Acquaroli commentando la scelta del Ministro della Salute Speranza di trasformare, a partire da domenica compresa, le Marche in zona arancione. Obbedisce e invita al rispetto della legge, ma non condivide né contenuti né modi usati dai vertici romani.

«Una notizia che ci ha colto di sorpresa, visto che in queste settimane l’andamento epidemiologico ci ha sì preoccupato, tanto che abbiamo emesso quattro ordinanze ad hoc nell’ultimo mese, ma sembrava anche sotto controllo – afferma Acquaroli in una diretta Facebook arrivata in tarda serata, dopo la firma del decreto ministeriale – abbiamo cercato di scongiurare il più possibile le chiusure delle attività economiche, abbiamo studiato nel dettaglio ciò che succede nel nostro territorio. Poi arriva questo fulmine a ciel sereno. I dati con i quali noi, il Gores e la dirigenza sanitaria ci confrontiamo in questi giorni sono in linea con quelli passati».

Il presidente della Regione è scettico perché questa ulteriore stretta si basa su un indice rt che tiene conto del salto che c’è stato tra fine ottobre e inizio novembre e non delle situazione degli ultimi giorni. «Tra l’altro stavamo studiando nuove ordinanze anti assembramento, sabato mattina le avremmo varate nel corso di una riunione – svela Acquaroli – a questo punto ovviamente sono inutili. Non vogliamo sembrare leggeri, la pandemia è una cosa seria e va trattata con cautela. La salvaguardia della salute è al primo punto. Avrei preferito una comunicazione più puntuale da parte dell’Istituto superiore della sanità, non abbiamo ricevuto nessuna chiamata per confrontarci. E non dico con me o con la parte politica, ma almeno con quella tecnica, il Gores e la direzione sanitaria regionale. Noi avremmo potuto portare i dati degli indici rt degli ultimi giorni, dimostrando che la curva si sta appiattendo. Si sarebbe arrivati magari anche ordinanze, ma ragionate e condivise. I cittadini marchigiani saranno costretti a una nuova stretta basandoci su dati di due settimane fa».

La tradizionale pacatezza di Acquaroli lascia spazio ad una amarezza che si taglia col coltello nel suo intervento. «Mi piace essere rispettoso e mettermi sempre a disposizione, soprattutto in un momento del genere – sottolinea il presidente della Regione – ma tutti i giorni cerchiamo di capire e leggere quei numeri per poi scegliere cosa fare per il bene della comunità. Mi dispiace che la scelta del Ministero invece arrivi senza alcun confronto con la nostra struttura. La accettiamo e la subiamo perché avrà effetti duri perché già tantissimi esercenti mi hanno chiamato perché avevano acquistato i beni per il fine settimana e subiranno quindi un grave danno economico. Noi cercheremo di capire se davvero la situazione è precipitata al punto da arrivare a questa ordinanza».

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Questo è un articolo pubblicato il 14-11-2020 alle 09:54 sul giornale del 15 novembre 2020 - 5783 letture

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