Fermo: Porto Sant'Elpidio:La parola agli esercenti

2' di lettura 29/10/2020 - Il nuovo decreto ha colpito diverse attività, penalizzando determinati settori e lasciando i restanti in balia di grandi perplessità e preoccupazioni.

Il periodo che l'intera area commerciale sta attraversando, denota l'enorme complessità delle conseguenze che hanno un unico e soltanto denominatore comune:Covid-19.
Catia Diomedi, titolare del negozio C'Era una Volta, si occupa con cura e grande passione di tutto ciò che concerne e riguarda l'organizzazione di eventi.
Da 32 anni, porta avanti la sua attività, riscuotendo grandi soddisfazioni.
L'ultimo decreto, ha nuovamente colpito il suo lavoro, dopo che, con molta fatica, è riuscita ad occuparsi di alcune cerimonie da Maggio a Settembre.
E questa difficile ripresa l'ha poi portata ad avere molti ordini in vista di numerose cerimonie, ma con il nuovo decreto, tutto sembra essersi nuovamente bloccato dato che, le cerimonie sono ferme, e non è possibile sapere, ad oggi, quando potranno riprendere.
Edua e Fabio invece, sono i titolari dell'attività EF hair style, attività che portano avanti da ben 32 anni.
Anche se, per il loro lavoro, non è stata prevista alcuna chiusura, sono molte le preoccupazioni che, questa situazione porta con sé, dovute soprattutto ad una vita sociale molto più limitata.
Un cambiamento radicale che porta di conseguenza a ridimensionare la propria quotidianità con un conseguente calo di lavoro.
Samuele Serafini, titolare del bar La Pergola, con il nuovo DPCM sta già riscontrando un calo pari al 50 per cento di incassi per la sua attività che, nelle ore serali, ha una buona affluenza di clientela.
Ed ora, con la chiusura predisposta alle ore 18, sta già riscontrando i primi effetti negativi.
"Un provvedimento ingiusto, che lede la mia attività e non risolve il problema-spiega Samuele.
Bar e ristoranti sono costretti a chiudere alle 18, ma la vita quotidiana prosegue e noi perdiamo gran parte degli incassi, sono sempre stato favorevole ad ogni decisione presa dalle istituzioni, ma credo che si potessero vagliare ulteriori alternative e temo che ridurre in parte gli spostamenti o comunque la quotidianità delle persone non sarà sufficiente.
Noi ci troveremo gravati dalle tasse, con guadagni più che dimezzati e l impossibilità di avere un sostegno economico concreto da parte delle istituzioni".

Tre diverse attività che raccontano le reali difficoltà che stanno vivendo a causa della pandemia e che rappresentano lo stato d'animo della maggior parte degli esercenti.









Questo è un articolo pubblicato il 29-10-2020 alle 12:20 sul giornale del 30 ottobre 2020 - 220 letture

In questo articolo si parla di attualità, attività commerciali, articolo, Barbara Palombi, covid 19

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