Soglie di investimento troppo alte ma non solo, Confartigianato dura sul bando per l'area di crisi complessa

confartigianato imprese 3' di lettura 03/10/2020 - Con decreto del 28 settembre, la Regione ha disposto la proroga al 7 ottobre del termine di scadenza per la presentazione delle domande relative al bando per il finanziamento di progetti di investimento e diversificazione produttiva localizzati nell’area di crisi complessa del distretto pelli-Calzature fermano-maceratese.

«Questo bando purtroppo è stato concepito nella maniera sbagliata – dichiara il vicepresidente territoriale Lorenzo Totò – e occorre constatare come tale nuova proroga non comporterà, prevedibilmente, un maggior interesse da parte delle micro e piccole imprese, non essendo affatto pensato per loro e non prevedendo le modifiche necessarie da noi proposte».

Il primo e più evidente aspetto problematico riguarda sicuramente la soglia di investimento prevista, compresa tra 100 mila e 800 mila euro; è evidente che tale limite minimo di spesa va ad escludere specialmente le micro e piccole imprese del territorio di riferimento, che costituiscono invece la stragrande maggioranza del tessuto economico e produttivo. Ciò anche in ragione dei cambiamenti intervenuti a causa della pandemia Covid-19 e delle relative difficoltà economiche che hanno costretto le imprese a riprogrammare i loro investimenti, cercando di ottimizzare al massimo le risorse a disposizione ed impiegarle esclusivamente per interventi strettamente necessari alla continuazione dell’attività.

Dunque, un primo e fondamentale correttivo avrebbe dovuto riguardare l’abbassamento o la totale eliminazione della soglia di investimento per consentire una maggiore partecipazione delle imprese alla misura agevolativa, il cui obiettivo principale è quello di contribuire allo sviluppo produttivo e occupazionale attraverso un progetto complessivo di rilancio dell’area di crisi complessa, capace di sostenere sia l’attrazione di nuovi investimenti, sia la realizzazione di interventi di ampliamento della capacità produttiva o di diversificazione della produzione.

Altro punto critico riguarda i termini di ammissibilità di spesa, in quanto il bando prevede che i progetti ammessi a finanziamento debbano essere avviati a partire dal 23 luglio e comunque entro 15 giorni dalla data in cui le imprese ricevono la comunicazione di concessione. Tale previsione risulta incongruente rispetto al contesto socio-economico in cui il bando si inserisce e alla finalità a cui è rivolto. Infatti, nonostante la crisi che ha coinvolto il distretto fermano-maceratese, accentuata ancor più dalle ripercussioni della pandemia, alcune imprese hanno effettuato investimenti agli inizi del 2020 ma, in base alle limitazioni previste, non hanno alcuna possibilità di ottenere contributi a rimborso degli stessi. La non retroattività determina dunque un’esclusione inevitabile per tutte quelle imprese che, in una prospettiva di ampliamento e/o diversificazione dell’attività produttiva, hanno avuto il coraggio di organizzarsi in un’ottica di ripresa, nonostante le difficoltà determinate dalla pandemia.

«Questi sono soltanto alcuni degli aspetti più critici del testo normativo della misura agevolativa in questione – conclude Totò – auspichiamo che con la nuova Giunta regionale, ancora in fase di costituzione, queste modifiche vengano prese in considerazione, affinché le imprese possano beneficiare effettivamente delle ingenti risorse residue, evitando il non utilizzo delle stesse».

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da Confartigianato Imprese
Macerata - Ascoli Piceno - Fermo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-10-2020 alle 12:14 sul giornale del 05 ottobre 2020 - 199 letture

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