Fornaro, Corvatta e la nuova sfida della coalizione: "Vincere nelle Marche e ripensare una sinistra unita"

3' di lettura 15/09/2020 - Portare la rivoluzione digitale e ambientale anche nelle Marche. Sfida coraggiosa, ma che è insita nel nome della lista Le Marche Coraggiose, che nel pomeriggio si è schierata in forze alla pasticceria San Marone al fianco del capogruppo alla Camera di LeU Federico Fornaro.

Un endorsement volto a dare lo slancio a un gruppo che nella circoscrizione di Macerata ha una forte connotazione civitanovese, con le candidature dell’ex assessore comunale Cristiana Cecchetti e di Paola Petrelli e l’azione nell’ombra dell’ex sindaco Tommaso Corvatta.

Fornaro ha lanciato la sfida conscio che tutto si giocherà probabilmente in questi ultimi giorni di campagna elettorale. «Ce lo insegnano tutte le ultime elezioni: la massa degli elettori intermittenti cresce di volta in volta – sottolinea l’esponente di Liberi e Uguali – per questo bisogna diffidare dei sondaggi, specie quelli fatti molto lontano dalla data delle elezioni: molti decidono all’ultimo minuto. Purtroppo c’è una massa enorme di gente che vive la competizione elettorale in maniera estraniante, con l’idea che votare a destra o a sinistra sia uguale. Io non posso accettare questo pensiero e i risultati li hanno messi sotto gli occhi di tutti l’ultima pandemia: se il nostro governo si fosse comportato come quello americano avremmo avuto 600 mila morti».

Come anticipato, Le Marche Coraggiose nasce come progetto che vuole portare i temi della sinistra e dell’ecologismo dentro il gruppo a sostegno di Mangialardi. «Anche le Marche sono diventate una Regione su cui si sono scatenati gli appetiti della destra e ciò che accade a Civitanova, dove gente che in tre anni ha fatto disastri ora lustra l’armatura per dare l’assalto alla Regione, ne è emblema – tuona Corvatta – con questo non vogliamo dire che tutto sia perfetto, anzi, questa Regione ha mille problemi, a partire dal sisma e da un sistema sanitario troppo farraginoso. Ma la destra ha solo una corazza lucida con dentro niente».

Ogni candidato porta al servizio della lista le sue sensibilità: quella “green” dell’ex assessore all’ambiente Cecchetti («Si deve riaprire la questione del basso bacino del Chienti, noi avevamo portato in città la commissione parlamentare per parlarne»), quella del lavoro con Petrelli («ho tante idee, dobbiamo dare un forte segno di discontinuità col passato»), quella della ricostruzione post sisma con l’avvocato settempedano Giovanni Chiarella («un tema complesso, che ha creato disorientamento, ma dobbiamo sostenere la vivacità imprenditoriale che c’è nel nostro entroterra»). Ma la sfida vera sarà quella post-voto: la ricostruzione di una sinistra unita. «Basta guardare in quante liste è frammentato il centrosinistra a queste elezioni – ammette Fornaro – la vittoria in Emilia Romagna è stata un grande risultato, ma dal punto di vista della riflessione del centrosinistra ha fatto sicuramente da freno. Dopo questa tornata elettorale, che ha rilievo nazionale anche se non credo avrà ripercussioni sul governo, servirà sedersi ad un tavolo e decidere cosa fare. Perché nessun contenitore, neanche il Pd, può permettersi di fare da solo. In gioco non c’è l’unità della sinistra a sinistra del Pd. Ma la sinistra in sé».

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Questo è un articolo pubblicato il 15-09-2020 alle 16:43 sul giornale del 16 settembre 2020 - 347 letture

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