Recupero del Palazzo Ducale, l'idea di Cittaverde: una società pubblico-privata

3' di lettura 13/09/2020 - Ciclicamente alcuni amministratori comunali tornano a parlare, anche perché oggettivamente pressati da una situazione di degrado preoccupante, del Palazzo Ducale di Civitanova Alta. Questa è anche una occasione per cercare di approfondire la situazione e nel limite del possibile offrire delle indicazioni.

Cerchiamo però di essere obiettivi. Innanzitutto, non è mai stato in cima ai pensieri degli ultimi sindaci e assessori alla Urbanistica, siano essi di centrodestra o di centrosinistra. Qualche chiacchiera, qualche interlocuzione con la Soprintendenza e con i condomini, qualche dovuta ordinanza relativa alla sicurezza pubblica rispetto allo stato di degrado dell'immobile, qualche rattoppo poi si torna alla situazione di degrado, senza nessuna strategia di recupero. Insomma hanno fatto e continuano a fare il minimo sindacale e tutto continua a degradare in modo progressivo. Parliamo di un immobile che rappresenta poco meno di un quarto dell'intero centro storico

Certo ci sono anche delle responsabilità delle varie parti condominiali ma veramente i politici amministratori comunalipensano che i condomini piccoli o medi e alcuni con qualche "contenzioso" abbiano la forza progettuale, finanziaria per recuperarlo e riportarlo agli antichi fasti funzionali e architettonici? Se veramente lo pensano allora la situazione è più grave di quello che appare.

Quello che potrebbe fare il potere pubblico locale, che in urbanistica ha veri poteri, è avere una strategia, una visione per il futuro del Palazzo Sforza Cesarini. Il problema è complesso, difficile ma deve essere affrontato con realismo e decisione. In questo quadro un ruolo importante se non decisivo è in mano alla amministrazione comunale.

Amministrazione Comunale che deve lasciarsi alle spalle le inerzie e la demagogia anche quella a cadenza elettorale e avere una strategia, una visione progettuale condivisa che diventa centrale per il futuro della città alta. Purtroppo quella visione e strategia che non è mai emersa e non è riuscita ad elaborare la spinta il sentimento dell'opinione pubblica, che aspetta una proposta.

È noto che amministrazioni comunali che dovevano affrontare analoghi problemi o simili per complessità urbanistica e sociale si sono attrezzate dotandosi di concerto con i privati di strumenti e norme tecniche. Uno di questi strumenti sono le società pubblico-private di trasformazione urbana. Questa società, composta da vari soggetti (Comune, condomini, società immobiliare/i private in rapporto al valore dell'immobile, alle quote condominiali e capitale finanziario), governa, progetta e realizza, nel rispetto dei vincoli l'immobile e se necessario cambiare in parte la destinazione d'uso dell'immobile. Questa società potrebbe anche partecipare sulla base di progetti di alta qualità anche a finanziamenti dell’Unione Europea o di enti finanziari della stessa come la Banca europea di Investimenti.

Questa è una ipotesi di intervento da affinare nella quale il Comune ne sarebbe il capofila in quanto detiene il potere delle norme urbanistiche. Il problema oltre che la messa in sicurezza urgente e necessaria è la grave assenza di progettualità di indicazioni e l’assordante silenzio delle forze politiche di maggioranza e di opposizione. In genere, e la storia lo conferma, Il silenzio è anche il motore del degrado.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-09-2020 alle 18:08 sul giornale del 14 settembre 2020 - 249 letture

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