L'esempio del borgo marinaro per evitare i bivacchi: la proposta di Cittaverde

3' di lettura 03/08/2020 - È una sorta di karma, un'area che dicevano tutta che sarebbe diventata un fiore all'occhiello di Civitanova Marche. La realtà è che l’area Ceccotti è rimasta una zona degradata in cui insistono palazzoni nati male, per anni e anni disabitati, la società fallita, oggi in curatela fallimentare, e processi civili fra ex proprietari di parte di quelle aree, banche solate per milioni ecc…

Il karma porta di quella zona persone senza casa, persone con gravi emergenze sociali per poi farle passare anche per questione di "decoro" o di "ordine pubblico", come fossero una specie di rifiuti umani e quindi da "sgomberare". Il passo è breve anzi, basta una telefonata.

Risolto il problema? L’esperienza lo dimostra, non è risolto se si sposta il problema: lo si occulta, lo si toglie dalla vista. La soluzione di problemi sociali è complessa, difficile e in questa occorre avere la capacità politica, il cuore, l'intelligenza di saper distinguere di quale emergenza si parla. In questi casi siamo nell'emergenza estrema dentro una situazione di emergenza che sembra ordinaria ma non possiamo abituarci a considerarla tale. Allora queste persone vanno aiutate, con queste persone bisogna parlare, a queste persone bisogna proporre. Per queste super emergenze la nostra città della movida, delle luci colorate, del super traffico non vede.

A Civitanova una decina di anni addietro è stata realizzata dal Comune nel borgo marinaro una casa di accoglienza da quattro posti, sempre abitata. Da allora mentre la questione sociale si aggravava non ci sono stati altrettanti interventi come quello del borgo marinaro. La contraddizione è che intanto immobili del Comune vengono costantemente inseriti nel piano delle dismissioni giusto per far quadrare i conti del bilancio. Non si poteva evitare di vendere una casa donata al Comune per queste emergenze? Così per altri immobili. Perché quando si fa una variante urbanistica e viene monetizzato dal Comune il plusvalore che quell’area acquisisce e l'operatore deve versare al Comune una monetizzazione che a volte supera di molto qualche centinaia di migliaia di euro non viene destinata una quota vincolata all'emergenza abitativa sociale? Perché non si fa un accordo con quelle parrocchie che dispongono di abitazioni, anche modeste, a volte inutilizzate adiacenti a qualche chiesa di campagna per i senza dimora? Perché non viene risolto l'assurdo vincolo regionale della palazzina studenti-pensionata, per la quale il Comune paga ogni anno un mutuo di circa 200 mila euro e che eccetto i locali della farmacia comunale o poco più è disabitata da quando è stata completata?

Si potrebbe continuare e probabilmente ci sarà chi meglio di noi potrebbe dare delle indicazioni. Ma finiamola di usare le disgrazie degli ultimi per esibire una muscolatura fatta solo di estrogeni politici elettorali. Cerchiamo di usare la capacità di governare, l'intelligenza e il cuore.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-08-2020 alle 17:10 sul giornale del 04 agosto 2020 - 307 letture

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