Potenza Picena: da tutto il mondo per scoprire i misteri del monastero di San Tommaso

3' di lettura 08/07/2020 - Nel percorso di recupero e valorizzazione dell’identità storico culturale della città di Montesanto, s’inseriscono due importanti progetti che ruotano attorno ai preziosi reperti legati al monastero delle clarisse di San Tommaso.

Si tratta delle lettere papali inedite ricevute dal monastero tra il XIII e il XV secolo (la prima risale al 1227, un anno dalla morte di san Francesco e ancora vivente santa Chiara) e di due antiche tonache attribuite, secondo la tradizione, a due consorelle di Santa Chiara, le quali sarebbero venute da San Damiano per fondare il monastero a Potenza Picena.

«Sulle lettere papali abbiamo organizzato un seminario scientifico di carattere internazionale – illustra padre Lorenzo Turchi, docente di teologia francescana a Roma e Assisi, promotore e coordinatore dei progetti – che si terrà dal 24 al 28 agosto e che conta già circa 26 iscritti, provenienti anche da paesi esteri. Il seminario si propone di introdurre giovani studiosi alle tecniche, ai metodi, alla cultura dell’edizione delle fonti attraverso un corso intensivo, che prevede lezioni a carattere interdisciplinare ed esercitazioni pratiche sulle fonti. Mentre per le tonache abbiamo avviato il lavoro di restauro, insieme all’attività diagnostica e uno studio comparato dei manufatti a cura dell’istituto di restauro delle Marche dell’Accademia di Macerata. Se sarà possibile confermare il periodo del XIII secolo, avremo la riprova scientifica del valore esclusivo delle vesti, un’eccellenza e un unicum per la nostra città».

Il sindaco Noemi Tartabini e l’assessore Ruffini garantiscono il massimo supporto dell’amministrazione comunale: «Poter approfondire, documentare e datare scientificamente questi reperti costituisce un prezioso lavoro per il quale faremo con orgoglio la nostra parte – spiegano i due – contribuiremo divulgando gli studi e i risultati delle perizie, con pubblicazioni, mostre e convegni, con l’auspicio che un giorno, grazie anche al recupero strutturale del monastero, i reperti possano essere esposti e diventare meta di pellegrini e visitatori».

Numerosi i partners coinvolti nei progetti come la scuola di paleografia e storia del centro studi Santa Rosa da Viterbo, l’università di Macerata, l’istituto di restauro delle Marche dell’Accademia di Macerata, il centro studi San Giacomo della Marca di Monteprandone, con la partecipazione della biblioteca storico francescana e picena di Falconara Marittima, dove sono attualmente conservati i reperti per le attività di studio, e il monastero San Giuseppe delle Clarisse di Pollenza, proprietarie dei manufatti, che promuovono il progetto e l’iniziativa. Relatori del seminario di studi saranno: Roberto Lambertini, padre Lorenzo Turchi, Eleonora Rava, Filippo Sedda, Francesca Bartolacci, Monica Bocchetta, Francesco Nocco, Attilio Bartoli Langeli e Maela Carletti.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-07-2020 alle 12:00 sul giornale del 09 luglio 2020 - 231 letture

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